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Scuola Diaz: giustizia è sfatta

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14 novembre 2008

spett.redazione,

chiedo scusa se mi occupo di un fatto che non riguarda la nostra provincia ma che, come altri in queste infelici stagioni di politica ingiusta e di giustizia discutibile, dovrebbe indurci a qualche riflessione: per l’incursione alla scuola Diaz del 21 luglio del 2001, in occasione del G8 di Genova, sono stati assolti i vertici della polizia e condannati solo i membri del nucleo della Squadra Mobile di Roma con il loro capo, Vincenzo Canterini, cui va la condanna più pesante: quattro anni, di cui tre condonati.

L’Associazione Magistrati si indigna per le proteste contro la sentenza delle vittime di quella carneficina: dunque non c’è stato complotto, dunque quelle orribili violenze sono state solo il frutto di un’azione isolata, diciamo così di un eccesso di zelo. Bene, ne prendo atto: ma se confrontiamo questa sentenza con quella del 14 dicembre 2007 contro parte dei manifestanti di quella funesta giornata, qualcosa non torna: quanti pesi e quante misure sono stati usati? In quella data Massimiliano Monai, il giovane fotografato con una trave presso la jeep da cui è partito il colpo che ha ucciso Carlo Giuliani, è stato condannato a cinque anni per danneggiamento; Marina Cugnaschi, accusata di far parte del gruppo nero, a undici anni.

Anche un bambino noterebbe la differenza di trattamento; naturalmente sono obbligato a sorvolare sulle voci che circolavano allora sul coordinamento delle forze dell’ordine da parte di cariche ben più importanti, fisicamente presenti a Genova per dare ordini ai poliziotti ma i dubbi, pesanti come pietre, restano: le molotov nella scuola sono state messe dalla polizia,questo è stato riconosciuto, le violenze alla Diaz e le torture alla caserma di Bolzaneto sono state compiute ai danni di manifestanti inermi e non del pericoloso gruppo nero, che è stato lasciato libero di agire praticamente indisturbato. Tutto questo è stato riconosciuto e acclarato dai giudici: perché dunque una sentenza così mite e a carico dei soliti stracci volanti? L’Associazione Magistrati ha tutto il diritto di protestare, ma chi quei fatti li ha vissuti e subiti, ha tutto il diritto di indignarsi, aspettando, con scarsa fiducia, la prossima sentenza.

distinti saluti,

Roberto Fossatelli, Varese

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