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Scuola pubblica e soldi ai privati

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18 novembre 2012

 Ogni anno i governi tagliano i fondi alla scuola pubblica, costringendo insegnanti, dirigenti scolastici, genitori ad equilibrismi economici degni di un paese del terzo mondo e non di una nazione europea. In molte realtà gli edifici non sono a norma in termini di sicurezza antincendio, in alcuni mancano i soldi per le attività integrative, in altri non ci sono soldi per fotocopiare documenti, poesie…. strumenti di lavoro indispensabili per una scuola, in altri ancora i ragazzi devono portarsi al carta igienica da casa. Senza parlare della chimera del contratto di lavoro del personale. Siamo in uno dei pochi Paesi occidentali che disinveste in Istruzione, negando il futuro alle giovani generazioni, mentre si mandano a casa migliaia di precari, e si aumentano le tasse universitarie a chi ancora scommette sulla cultura e sullo studio. Mentre la pubblica istruzione sta affondando, l’altro ieri Pier Paolo Baretta per conto del PD e Renato Brunetta per conto del PDL hanno fatto inserire nella finanziaria 2013 una norma che regala ben 223 milioni alle scuole private, violando l’art. 33 della Costituzione. Al contrario di ciò che succede per la scuola pubblica, questi soldi non sono vincolati dal patto di stabilità. Tutto ciò è una offesa all’Italia democratica, che crede alla Costituzione ed al Bene Comune. 

Andrea Bagaglio

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