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Se andassimo a veder la Sindone in bici?

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21 gennaio 2010

Egregio Direttore,
non avendo il dono di una qualsiasi fede mistico- religiosa ho sempre invidiato
tutti coloro che a riprova del credo al quale si affidano, si sottopongono a fatiche fisiche, anche per espiazione di piccoli e grandi colpe e peccati o semplicemente per saggiare la serenità dell’anima,
del dopo.
Io vado in bicicletta, e non per ragioni mistiche, o per espiare colpe.
Pedalo con mete ben precise, non oltre il paio di chilometri di distanza.
Pedalo rigorosamente contromano e possibilmente sui marciapiedi.
Insomma, son miscredente e indisciplinato.
Uso la bici perché le code, chiuso nell’auto, mi deprimono, e perché la bici la si puo’ lasciare
dove si vuole. Ho cercato anche di farmi multare dai VVUU di Varese ma non ce l’ho fatta. Peccato.
Da laico guardo con simpatia a coloro che si aggregano e si organizzano per fare della bicicletta un mezzo sano ed ecologico, per fare del turismo.
Ciclocittà e ACTL a Varese sono un validissimo esempio.
Percorsi anche lunghissimi, a piu’ tappe, impegnano i ciclisti.
Ammiro di piu’ tutti coloro che a tappe si mettono e si son messi sulle vie storiche della fede
cristiana, dalla via Francigena alla piu’ battuta via per Santiago di Compostela.
Questi van tutti a piedi però.
Ora, non tutti, per età, mezzi, tempo, possono permettersi percorsi così impegnativi e costosi, e
sempre rimanendo nell’ambito dei percorsi di fede non capisco perché nessuno, costretto a ridimensionare i propri programmi non abbia pensato alla bicicletta. E’ forse meno mistica?
Sono attento alla grande propaganda in vista dell’Ostensione della Sacra Sindone a Torino,nei prossimi mesi.
A nessuno viene in mente di organizzare da Varese a Torino un abbinamento tra ciclo turistico e ciclo liturgico? Nessun oratorio ci pensa?
Grazie

Roberto Gervasini

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