Ricerca

» Invia una lettera

Se fosse tuo figlio…

Avarie
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

4 luglio 2018

Egregio direttore,

la poesia che mi piacerebbe vedere pubblicata mi è stata inviata ieri da Antonella e Lino, i contadini della fattoria Rancina di Castel Cabiaglio. Chissà, forse il progresso dell’umanità potrà partire dai contadini e non dalla classe operaia, per la libertà che i contadini respirano tutti i giorni a contatto della natura e non nella schiavitù in cui oggi gli operai sono costretti a lavorare per l’asservimento delle regole del mercato. La poesia è troppo bella per tenerla chiusa nel cassetto. Grazie per la pubblicazione anche a nome di Antonella e Lino.

Emilio Vanoni – Induno Olona

 

Se fosse tuo figlio…

Se fosse tuo figlio
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.

Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.

Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d’acqua salata.

Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
te la prenderesti con il pescatore che non presta la barca,

urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicare la vita.

Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
anche a rischio di odiare il mondo,

i porti pieni di navi attraccate.
e chi le tiene ferme e lontane
e  chi, nel frattempo
sostituisce le urla
con acqua di mare.

Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
perché una rabbia incontrollata potrebbe portarti

a farli annegare tutti nello stesso mare.

Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Puoi dormire tranquillo
E sopratutto sicuro.
Non è tuo figlio.

È solo un figlio dell’umanitá perduta,
dell’umanità sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.
Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.

(Sergio Guttilla)
—-
29 giugno 2018
Dedicata a i 100 morti in mare, morti affogati
in attesa di una nave che li salvasse.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Gianfredo Ruggiero
    Scritto da Gianfredo Ruggiero

    Sei in riva al mare e vedi due bambini annaspare, uno di questi è tuo figlio, chi salvi per primo?
    E’ forse egoismo o insensibilità pensare prima al proprio figlio e poi, se possibile, ai figli degli altri?
    Gianfredo Ruggiero, circolo Excalibur

  2. Scritto da luigi_gangemi

    se fosse mio figlio non arriverei in Italia scappando da una guerra invece di affrontarla, non andrei in giro con il telefonino tutto il giorno mantenuto dallo stato, non scriverei scemenze se avessi il problema della pensione