Ricerca

» Invia una lettera

Se la Svizzera non va bene alla Lega

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

12 aprile 2011

Caro direttore,
 
ha ragione Maria Pellegatta a ricordare agli amici leghisti che c’è sempre qualcuno più leghista di te, che pure ti credevi tanto duro e puro.
 
E aveva ragione Daniele Marantelli lo scorso mese di ottobre a denunciare con una interrogazione in Parlamento la vergognosa campagna di stampo razzista contro i frontalieri, preludio del successo leghista di domenica scorsa.
 
Adesso chi ha fatto il tifo per un partito che ci creerà solo problemi, corre ai ripari e cerca quel confronto sui problemi concreti dei frontalieri che forse andava instaurato da tempo.
 
Ora non è certo agevole per il partito di Bossi doversi confrontare con gli estremisti di Bagnasca proprio mentre la Lega e i suoi ministri si trovano a fare i conti con l’emergenza NordAfrica e a vestire, almeno in Europa, i panni dell’europeismo, della moderazione e della solidarietà rinnegando di fatto la linea del “fora di ball” sostenuta fino a poco prima.
 
Ma non è solo questione di rivincite della storia, o di singolari paradossi geografici (consiglio di riascoltare “Nord” di Paolo Conte, per ricordare che anche i punti cardinali sono un orientamento ‘relativo’).
 
Il punto è che la Lega deve finalmente ‘diventare grande’ e dire cosa vuol fare senza più nascondersi dietro Berlusconi o altri alibi veri o inventati.
 
Per anni la Lega ci ha spiegato che il suo modello era la Svizzera, che lì grazie al federalismo e ad un innato spirito di buon governo le cose andavano bene. L’Italia, o almeno la nostra provincia, non dovevavo fare altro che imitare la Svizzera e il Canton Ticino.
 
Oggi ci spiegano il contrario (cfr. on Giorgetti sulla Prealpina), che la vittoria elettorale della Lega ticinese si spiega proprio con il fatto che in Svizzera vogliono “abbattere un sistema politico che non va bene per niente, statico, paludato che ha causato tutti guai che conosciamo…”
 
Insomma, per tessere l’elogio di un partito i cui pregi sfuggono ai più, con proposte ostili ai nostri connazionali, si arriva a demolire l’immagine politica portata fino a ieri come esempio da seguire.
 
Come dicono i veneti “peggio il tacon del buso!”
 
Saluti cordiali
Roberto Caielli

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.