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Segnali spaziali

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14 maggio 2013

Gentile direttore,
quei “cerchi nel grano” irregolari sono derivati da mulinelli o trombette d’aria che, come a suo tempo Attila, passando calpestano stroncando le fibre vegetali con diversa forza e tipologia di risultato ma, mentre c’è chi si diverte a realizzare opere d’arte di notte con l’ausilio di corde e assi usate come compassi misurati seguendo schemi studiati per poi “vedere di nascosto l’effetto che fa” non solo al proprietario del fondo, sembra però che esistano delle strumentazioni “terrestri” capaci di disegnare appunto a distanza dallo spazio, più o meno autorizzate per prova delle potenzialità e possibilità laser da varie altezze; comunque oggetti non identificati, o secretati ed eventualmente considerati dei mattacchioni autodidatti, tipo murales raffinati al punto di riuscire a sconcertare per la incredibile perfezione delle speciali raffigurazioni.

Fra l’altro una missione di diversi mesi per andare e si spera ritornare da Marte, nei progetti futuri della NASA, non sarebbe fattibile perché la conformazione ossea verrebbe pregiudicata dalla prolungata permanenza in assenza di gravità, con accelerazioni di processi osteoporotici o controproducenti al metabolismo generale dell’organismo che superato un certo limite andrebbe incontro a fenomeni deleteri o irreversibili.

Quindi “oliamo i robottini” o teniamo di più i piedi per terra, senza volare troppo in alto e di cui la risposta di sonde arrivate ai limiti dell’universo conosciuto sarebbe la conferma che almeno a distanze più prossime ci siano sufficienti garanzie per tentare l’impresa … e la spesa, anche se la conoscenza scientifica ha raggiunto ormai livelli impensabili e sarebbe il caso di applicarsi nella risolvenza definitiva dei problemi dell’umanità più fragile, o per mantenere i progressi perché giornalmente c’è il rischio di trovarsi dinanzi a nuove difficoltà, non proprio improvvise quanto invece annunciate e insormontabili quando incontrollatamente e costantemente lesive dell’equilibrio naturale.

In sostanza facendoci del male nella già breve vita, nonostante tutto non essendo lungimiranti per le generazioni presenti e future, continuamente rinviando e insistendo a scaricare barili non facendo nemmeno domani quello che si dovrebbe fare oggi, o doveva essere fatto subito alle prime avvisaglie di pericolo dopo la rivoluzione industriale o la conquista della Luna e di cui almeno da alcuni decenni ci sarebbero i mezzi per rimediare, indirizzando le iniziative mondiali su basi ecocompatibili per fermare l’espansione dei fenomeni e iniziare con efficacia la bonifica degli inquinamenti, persino così uscendo immediatamente dalle crisi recessive con modelli di concrete prospettive, liberamente e semplicemente copiative, intanto ad es. non considerando i rifiuti come masse per discarica ma smaltendo riciclando tutto quanto, differenziando il 100%, trovando e valorizzando le risorse disponibili, detassando e creando un modo di vivere adeguato e più umano.

Grazie per l’attenzione e buona giornata.

Valter Abele Zaccuri

Valter Abele Zaccuri

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