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SEL non partecipa alla guerra per bande

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18 giugno 2011

 Caro Direttore,
anch’io sono stufo delle lettere e dei commenti che si susseguono sulle vicende interne del PD varesino e lo sono ancora di più quando vengono firmati con nomi di comodo diversi (magari dalla stessa persona).
A tutti questi eroi dell’anonimato rivolgo però un caldo invito: regolate pure i vostri conti interni come meglio credete, ma non tirate in ballo Sinistra Ecologia Libertà e la coalizione di centrosinistra.
Mi riferisco in particolare agli autori delle ultime due lettere (n° 226 e n°229) ricordando loro che SEL non ha interferito nel dibattito interno al PD, ma con altrettanta fermezza ha chiesto al PD di non utilizzare la coalizione come paravento per giustificare le proprie scelte interne.
Siamo tutti consapevoli che il risultato straordinario conseguito a Varese (che l’accecamento polemico porta “Giorgio” a definirlo un banale effetto delle scelte di “tutti coloro che ce l’avevano, per i motivi più disparati, con l’avv. Fontana”) obblighi la coalizione ad agire e reagire in modo nuovo rispetto al passato e, soprattutto, a definirsi un ruolo che non si esaurisce dentro le mura di Palazzo Estense.
A differenza di “Giorgio”, penso che Luisa Oprandi e la coalizione abbiano intercettato un bisogno di cambiamento che sarebbe suicida sacrificare sull’altare delle tradizionali logiche di partito. Quel 46% di voti (conseguito per la prima volta) ci dice che una stagione si è chiusa e, se vogliamo davvero aprirne un’altra, dobbiamo proiettare tutti i nostri sforzi sulla città reale per promuovere partecipazione e nuovi consensi al progetto di alternativa per una Varese migliore.
Chi continua a discettare di presunti capi e/o coordinatori della coalizione a Palazzo Estense oltre a ignorare le regole di funzionamento del Consiglio Comunale, dimostra di non aver capito il senso più profondo del voto delle amministrative e dei referendum.
Per quanto mi riguarda posso assicurare che la coalizione deciderà le forme e le modalità del suo impegno futuro senza lasciarsi condizionare da nessuno e nel rispetto dell’autonomia e del ruolo di ciascun gruppo.
E proprio pensando ai precedenti casi di Montoli, Alfieri, Conte, citati dall’ elettore deluso, sarebbe opportuno trarre qualche salutare lezione soprattutto da chi, avendo buona memoria, sa bene che anche quelle vicende, più che la soluzione del problema, hanno rappresentato l’ennesima prova di logiche fallimentari, purtroppo dure a morire.
Anche per queste ragioni rinnovo a Luisa Oprandi tutta la mia solidarietà per gli attacchi personali a cui è sottoposta. Tutti sanno quali erano le posizioni di SEL prima dell’accordo di coalizione, ciononostante noi non ci siamo mai pentiti di aver sostenuto Luisa come candidata sindaco e l’abbiamo fatto alla luce del sole, senza ambiguità e con un impegno sproporzionato rispetto alle nostre forze effettive.
Alla Redazione di Varesenews rivolgo invece l’invito a non pubblicare lettere anonime soprattutto quando contengono attacchi di tipo personale.
Cordiali saluti

Varese, 17 giugno 2011

Rocco Cordì

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