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Sempre colpa della Chiesa….

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9 dicembre 2013

Gentile Direttore,
devo confessare che non mi è proprio piaciuto l’articolo di Pier Francesco Vedani "i giornali e le curie"….    Anche il titolo (non so se di paternità di Vedani o della Redazione di Varesenews) è assai infelice, perchè è ovvio che con la chiusura de "La Provincia" la Curia non c’entra nulla. E un giornalista professionista come Vedani avrebbe potuto risparmiarsi di scrivere cose completamente inesatte, come "licenziati e abbandonati al loro destino non appena il Cardinale Martini si ritirò": il Card. Martini si ritirò a luglio 2002, "Luce" ha chiuso a settembre 2007, cioè ben cinque anni dopo…..    Vogliamo finirla di usare il nome del Card. Martini a sproposito per qualsivoglia tipo di polemica?
Sicuramente nel caso di Luce (come nel caso di qualsiasi altro giornale che abbia chiuso) alcuni giornalisti sono rimasti senza lavoro: ma per colpa della Curia o a causa della crisi di vendite del loro giornale? Se sono ancora senza lavoro dopo 6 anni, la colpa è della Curia o della crisi dell’editoria? Se un giornale (come una qualsiasi attività) è in perdita, che senso ha continuare a stamparlo? solo per accumulare debiti? E se Luce avesse continuato le pubblicazioni seppure in perdita, quanti si sarebbero scandalizzati perchè la Curia "sperperava dei soldi per mantenere il posto dei soliti raccomandati"? E di tutti quelli che anche nel 2007 si sono stracciati le vesti, quanti effettivamente leggevano "Luce" e soprattutto lo compravano?
Posso capire la difficile situazione occupazionale dei giornalisti, ma ciò non è dovuto magari al fatto che ci sono tanti giornalisti e pochi compratori di giornali?
Sulla crisi dei giornali "stampati" e sulla particolare situazione anche contrattuale dei giornalisti è doveroso discutere, vista anche l’importanza che ha una corretta e libera informazione, ma se i punti di partenza della discussione sono questi….
Cordiali saluti

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Come volontario ho tenuto per 14 anni su Luce la rubrica Cara Varese, oggi emigrata su rmfonline.it , conosco benissimo la vicenda e oggi scrivo il termine curia con l’iniziale minuscola. Ho avuto modo inoltre di seguire il lento, sofferto declino di un grande come Martini, al quale molto doveva anche la nuova cultura della comunicazione della nostra diocesi. Sono convinto che il cardinale Martini non avrebbe dimenticato i suoi giornalisti dopo l’inevitabile chiusura di Luce. Purtroppo i colleghi del settimanale e gli amministrativi davvero sono stati abbandonati al loro destino dai tagliatori di teste agli ordini della curia. Prendo atto che il lettore accetta questa mancanza di solidarietà e vicinanza ai dipendenti da parte di un editore che nell’occasione è stato incredibilmente lontano da quell’amore per il prossimo che istituzionalmente avrebbe dovuto avere.

Pierfausto Vedani

Franco Boni

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