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Shalom Lattuada

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22 ottobre 2007

Egregio direttore
E’ domenica, 21 Ottobre 2007, e sul giornale “ La Provincia”, nella pagina dedicata agli sviluppi dell’inchiesta sul neonazismo a Varese, leggo frasi che mi lasciano sbalordita.
In questi giorni sulla stampa locale e nazionale sono apparse immagini ignobili, che ritraevano personaggi altrettanto ignobili col braccio alzato nel tristemente noto saluto romano.
Alle spalle di questi squallidi figuri apparivano con frequenza immagini di Hitler e croci uncinate. E qualche arma da fuoco, tanto per completare il quadro.
Si dovrebbero commentare da sole.
La storia del nostro paese è nota, le stragi di quegli invasori e l’alleanza della repubblica di Salò con essi una pagina “nera” dell’Italia.
E cosa mi capita di leggere?
Che il capogruppo di AN in Consiglio Comunale a Busto , che già definì “folklore” una foto che lo ritraeva nella posa del saluto romano, ci impartisce una nuova lezione, un cambio di prospettiva.
C’è anche lui nelle nuove foto? Non si sa, non “commenta”.
Preferisce spiegarci “il punto”.
Sentiamo.
“E’ un reato fare il saluto romano”, magari con la foto di Hitler alle spalle?
“No”, dice, “è stato depenalizzato”. E poi “un conto è farlo in una situazione pubblica, in mezzo alla gente. Un conto è farlo in privato, quando non c’è nessuno, come per esempio in cima a una scogliera: forse uno non può più alzare il braccio destro?”.
Mi chiedo, e chiedo a chi vuole darmi una risposta: deve prenderci in giro ancora per molto questo signore?
Lui il significato storico, politico e simbolico di quel gesto non lo conosce?
Parlo di oggi, parlo del 2007.
Non domando nemmeno della sua storia politica, del suo passato.
Non lo conosce? Certo che lo conosce , lo conosce molto bene.
Lo conoscevano anche sei milioni di ebrei passati per il camino.
E’ convinto che abbia un valore, crede nel significato che quel gesto veicola?
E allora che lo faccia! In pubblico, consigliere, ne abbia almeno il coraggio.
Tanto non è stato depenalizzato?
Ha forse a che fare con i ghetti, i forni crematori, la tragedia della Shoah?
Ce lo dica, consigliere Lattuada; se pensa che no, che non ha nulla da spartire con quella tragedia ce lo dica.
E’ questo che insegna ai giovani?

Venerdì scorso sul “Corriere della Sera” è apparso un articolo che ricordava, grazie all’ottimo lavoro di un giornalista e scrittore inglese, un festino nella Germania nazista con tanto di massacro di duecento ebrei come divertissement finale, promosso in nome e per conto di chi fece di quel saluto il segno di riconoscimento della follia umana.
Non le paiono per così dire fuori luogo le sue affermazioni?
Lei, che votò il 19 Settembre l’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Busto, e considerava risibile il solo pensiero di essere considerato razzista, non vede il nesso fra quel saluto e quell’ideologia razzista e criminale?

Mi rispieghi il “punto” , Lattuada, perché io non l’ho capito.
Ci spieghino, da An – ricordate l’On. Fini a Israele?- dalla maggioranza TUTTA, che cosa ne pensano.
Il silenzio potrebbe diventare complicità politica assordante.
Non sono entrata nelle scorse settimane, e non lo farò adesso, nel coinvolgimento personale di Lattuada nell’indagine in corso.
Umanamente gli ho augurato di uscirne pulito.
E però, politicamente, qualcuno deve chiedergli conto di quello che dice.
Questo signore è nel CdA della Fondazione Blini, votata allo sviluppo della creatività dei giovani nei prossimi anni.
Mi auguro che la Fondazione onori i suoi scopi, e sia strumento di aggregazione delle diverse anime giovanili del territorio, producendo interazione culturale e dialogo.
Ce n’è bisogno, nella nostra città.
Il problema a questo punto non è il nome della Fondazione, non è Giovanni Blini tragicamente morto in giovane età, non è l’azzeramento del CdA , che ha persone degnissime al suo interno.
Il problema è lei, Lattuada.
Non può passare davanti a quella lapide del Liceo Artistico come se nulla fosse, pubblicamente, e privatamente alzare il braccio nel saluto nazifascista.
Su questa ipocrisia nessun dialogo è sano e possibile.
Questo è nichilismo, è davvero il nulla, l’oscurità totale in cui i Valori precipitano e non si distinguono più.
Compia un atto di onestà politica e intellettuale, se ne è capace.
Si dimetta.

SHALOM, LATTUADA

ERICA D’ADDA, Consigliere Ulivo Busto A. Segretario Ds Busto

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