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Si salvi chi può

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8 febbraio 2014

Egregio direttore,
secondo l’Istat 50 mila Italiani, molti dei quali per pagare meno tasse, hanno lasciato il Paese nel 2011 e 68 mila nel 2012, tra i vari paesi di destinazione troviamo Dubai, Panama, Brasile, Canarie ed in particolare la Svizzera dove molti nostri imprenditori trovano norme chiare, poca burocrazia e bassa fiscalità oppure come le Canarie o la Tunisia dove molti pensionati riescono a vivere dignitosamente con le pensioni minime percepite ma insufficienti a far fronte al costo della vita in Italia.

In pratica non fuggono più solo capitali bensì flussi di reddito e investimenti.

Molti giovani ad alta scolarizzazione, i cosi detti cervelli in fuga, emigrano nei paesi dell Unione Europea in cerca di un lavoro dignitoso depauperando il Paese dei propri migliori cervelli.

La Fiat trasferisce la sede legale in Olanda e la sede fiscale in Gran Bretagna per pagare meno tasse sugli utili.

Le multinazionali e non solo quelle scappano o delocalizzano nei Paesi dell’Europa orientale dove i costi di produzione e del lavoro oltre che le tasse sono di molto inferiori di quanto pagano in Italia.

La conseguente disoccupazione spinge, sopratutto dal Sud, intere famiglie all’estero in cerca di lavoro e di sostentamento.

In pratica sono tutti sintomi che dimostrano il declino economico e culturale e la sfiducia nel futuro del Paese.

Di contro nei palazzi del potere si discute della staffetta tra Letta e Renzi, di rimpasto di governo, di inciuci, di coalizioni, di legge elettorale pro o contro, di politiche a favore dei poteri forti e delle banche, di minacce alla democrazia, di lesa maestà alle Istituzioni.

Oppure si legge come in Italia vi sono 70 mila sindacalisti nella pubblica amministrazione molti dei quali a tempo pieno ma pagati dalle loro amministrazioni di appartenenza o di ambasciatori pagati tre volte di più rispetto ai loro colleghi tedeschi.

L’elenco delle cose che non vanno in questo Paese, dei privilegi della politica e della dirigenza pubblica o di come viene speso male il denaro pubblico è tale che gli Italiani, in stato di apatia incomprensibile, si sono rassegnati a queste notizie che oggi non fanno più scandalo.

Quello che emerge alla fine sono due Paesi , uno gaudente, privilegiato, super pagato e protetto, irresponsabile, corrotto, estraniato dalla realtà e un’Italia in povertà, disperata a tal punto da ricorrere al suicidio, onesta, che fa il proprio dovere in silenzio, tartassata e priva di futuro.

Aurelio

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