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Sistemazione del Po e competenze dello Stato

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25 aprile 2007

La siccità di questi giorni dimostra la necessità di un governo complessivo del bacino fluviale del Po e della sua sistemazione idraulica,sfuggita di mano alle regioni del nord che non hanno saputo gestire il decentramento delle competenze. Uno studio degli esperti francesi della Compagnie Nationale du Rhone ha evidenziato che l’alveo del PO, dal 1950 ad oggi, si è abbassato di oltre 5 metri a causa dell’enorme volume di estrazioni di sabbia, ad un ritmo annuo di 10 milioni di mt.cubi. Sarebbe necessaria una cura manutentiva organica riguardante la protezione degli argini, dei pennelli,delle conche,nonché un più efficace drenaggio, assieme ad una rigorosa vigilanza sulle escavazioni abusive, con una cabina di regia nazionale che superi l’attuale frammentazione delle competenze. Questa regolazione costante delle acque del bacino del Po, sul modello dei fiumi nord europei, permetterebbe l’uso razionale delle acque per l’agricoltura e per l’energia elettrica. La siccità sta dando un colpo mortale alla possibilità di trasferire sul fiume una quota di merci che ora viaggiano sulle congestionate e pericolose strade del nord Italia, vanificando così gli enormi investimenti effettuati nella portualità fluviale.

Dario Balotta segr.generale FIT CISL della Lombardia

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