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Socrate e la giustizia

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4 dicembre 2009

Egr. direttore,
dopo la lettera di R. C. ( n° 29 ) mi sembra di dover rispondere qualcosa. Non parlo di Dante, che non ho mai sopportato, ma solo di Socrate, che mi era simpatico. Ci sono questioni che meritano un approfondimento.

Innanzi tutto la contraddizione di RC: non si può dire che quello a Socrate sia stato un processo popolare mentre si dice che la sua condanna è stata decisa da una giuria, anche se estratta a sorte. I giudici “non togati” esistono anche in Italia.

I reati: empietà e corruzione ( diseducazione ) dei giovani. Sono reati penali aboliti non molto tempo fa qui, e che resistono in molti altri paesi. Andate a parlare male della religione nei paesi arabi…

In una cosa sono d’accordo con R. C: il processo è stato intentato per fini politici e la situazione è precipitata per colpa di Socrate, che era un grandissimo rompixxxxx.

Stranissimo! Dopo 2.400 anni siamo ancora qui a parlare, a ragione o torto non mi importa, di uso politico della giustizia…

Amen

Alberto Gelosia

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