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Solidarietà ad Eros Barone

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14 giugno 2011

Cara Varesenews,
 
dunque la vicenda politico-giudiziaria di Eros Barone, il professore di liceo, storico del movimento operaio, lettore di Varesenews e, non ultimo, ‘comunista’ della prima ora, il prossimo 15 giugno finira’ in un’aula del tribunale di Varese.
 
Qualche anno fa, infatti, il nostro caro Eros si permise di rispondere in tono duro ad una lettera a Varesenews scritta da una giovane esponente leghista, lettera quest’ultima dai contenuti quanto meno molto discutibili.
 
Eros Barone, che e’ una persona ancora capace di ‘indignarsi’, fatto oramai raro in una terra come la nostra immiserita da contenuti ideologici che la storia si pensava avesse sepolto, ebbe un sussulto, ed io pure come credo molti altri.
 
Lui pero’, a differenza mia, ebbe la sfortuna di divenire oggetto di una persecuzione politica che il 15 giugno avra’ la pretesa di assumere i toni della condanna di un tribunale, ammesso che l’operazione riesca.
 
Mi e’ stato fatto il torto di non farmi convocare in quell’aula, ma io mercoledì 15 ci saro’ lo stesso, e volontariamente, a difendere al fianco di Eros Barone la dignita’ del mio Paese, l’Italia, che non e’ solamente un’ entita’ geografica e politica, bensi’ anche un insieme di valori di solidarieta’ e di uguaglianza tra tutti gli uomini, valori ai quali non e’ possibile rinunciare, valori che vanno difesi, anche con la polemica dura, perche’ non vadano persi.
 
Non e’ possibile infatti non indignarsi di fronte agli scritti di giovani, istigati dalla peggiore classe dirigente del dopoguerra a diventare, nei temi e nei contenuti, la brutta copia della peggiore Italia del Novecento.
 
Noi esponenti della societa’ civile, di destra e di sinistra, abbiamo il dovere di dire a questi giovani, anche in tono duro se necessario, che stanno fortemente sbagliando.
 
E quindi io, che a differenza di Eros Barone sono anche timorato di Dio, continuero’ ad indignarmi e se serve a scrivere con grande indignazione.
 
Non mi fermeranno i tribunali del mio Paese, se qualcuno vorra’ mettermeli contro, trasformandoli in organi e strumento di egemonia politica.
 
Ne’ potrebbero fermarmi, sia chiaro, i plotoni d’esecuzione se i cattivi maestri della signorina (la quale in fondo non ha colpa alcuna), malamente consigliata nel porsi come antagonista di un uomo dello spessore morale di Eros Barone, dovessero alla fine prevalere.
 
Io, su certi argomenti, andro’ avanti ad indignarmi anche nell’altro mondo.
Antonio di Biase

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