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Sono molti gli avvertimen​ti inascoltat​i

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1 settembre 2011

Egregio Direttore.
 
Ho apprezzato la lettera dell’utente Orbilius. Ho comprato il libro di Majorino da lui suggerito,lo scorso anno,appena venne pubblicato,e lo ho trovato interessante,ma temo sia stato letto da pochi. Gli Italiani non hanno fama di lettori. La cultura è invisa a molti,sia tra la gente comune,ed ancor più tra chi governa. La liasons tra governati e governanti su questo è idilliaca. L’elenco di chi ha provato a scuotere gli Italiani dal proprio torpore,dalla propria ignavia è abbastanza lungo. Si comincia con Massimo D’Azeglio e con la necessità di “fare gli Italiani”. Gramsci,i cui scritti del 1918 sono stati pubblicati come istant book con il titolo “Odio gli indifferenti”. Giuseppe Prezzolini fù decisamente sferzante con i nostri difetti congeniti nel “Codice della vita italiana”. A Mussolini venne attribuita la frase secondo cui “Governare gli Italiani non è difficile ma inutile.” Pasolini fu impietoso e profetico nel dire che l’italia si apprestava a “marcire in un benessere che è egoismo,stupidità,incultura,pettegolezzo,moralismo,coazione,conformismo” e ci diceva che prestarsi a tutto questo sarebbe stato il nuovo fascismo. Qualcosa di simile lo disse Primo Levi “Ogni tempo ha il suo fascismo”. Dopo Giancarlo Majorino e la “Dittatura dell’ignoranza”,anche Ermanno Rea nel suo “La fabbrica dell’obbedienza-Il lato oscuro e complice degli Italiani” ci ricorda qual’è il tratto distintivo. Lo fa ricordandoci il nostro Guicciardinismo innato,i nostri difetti di sempre. Un paese che apprezza senza darlo troppo a vedere gli Arlecchini servitori di due padroni. Purtroppo sono messaggi inascoltati.
Probabilmente come ha scritto qualche tempo fà Beppe Grillo in suo post che si intitolava “Il mondo rovesciato”
“Se chi non ha paura di morire, muore una volta sola, chi ha paura di vivere, non si pone mai domande e campa cent’anni.
Chi sono io per giudicare i miei concittadini? Commetto un peccato di superbia se penso che non siano informati, capaci di discernere il bene dal male, un delinquente da un ministro, un giornalista da un mentitore prezzolato”.
 
Cordiali saluti
Mauro Icardi

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