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Stato laico e insegnamento di tutte le fedi

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25 ottobre 2007

Caro Direttore,

Ho letto, senza stupore alcuno, le varie affermazioni del cardinale Bertone contro le inchieste sulla Chiesa, nonché le parole di Ratzinger ed altri (è interessante notare che Ratzinger da prima di divenire Papa si è sempre schierato contro l’entrata della Turchia nell’UE).

Stabilito che la Costituzione afferma categoricamente che l’Italia è uno Stato laico, io mi chiedo:
Come mai, nella dichiarazione dei redditi, se le caselle riguardanti la distribuzione dell’8×1000 rimangano bianche venga tutto devoluto alla Chiesa cattolica invece che essere equamente distribuito?
Perché non si chiede la rimozione dei simboli religiosi dai seggi elettorali (anche se andrebbe richiesta la rimozione anche in altre sedi)? C’è una sentenza della Corte di Cassazione molto interessante (n. 439, udienza del 01/03/200) in cui una persona veniva condannata per il reato dell’articolo 108 d.p.r 30/03/1057 n.361 perché rifiutava di assumere l’incarico di scrutatore senza un motivo giustificato (in realtà il motivo è libertà di coscienza, come sancito dalla Costituzione). E’ interessante che la persona in questione aveva presentato lettere indirizzate al comune di Cuneo ed al presidente della Repubblica in cui affermava di poter svolgere la funzione se fosse stata rispettata la libertà di coscienza, cioè se il ministero dell’interno avesse rimosso dai seggi elettorali simboli o immagini di un’unica fede. In ogni caso la sentenza è stata annullata perché il fatto non costituisce reato.
Va anche rifiutata la benedizione delle scuole (sentenza 489/95 TAR del Veneto). La delibera parla di illegittimità di pratiche religiose in orario scolastico affermando che la celebrazione di riti religiosi è un’attività completamente estranea alle scuole ed alle attività istituzionali delle stesse; in più c’è il decreto legislativo 297/1994 che stabilisce che in classi in cui ci siano allievi che dichiarino di non avvalersi di insegnamenti religiosi è vietato svolgere pratiche religiose durante l’insegnamento di altre materie o seguendo orari con effetti discriminanti (un esempio è l’iniziativa legate presentata contro la scuola elementare di Cavallino, Lecce, in cui ci sono stati insegnamenti mariani in preparazione alla processione della Madonna del Monte). Confermata dalla sentenza 2478/99 del TAR del Veneto.
Altri esempi sono permessi retribuiti ai partecipanti a funzioni in orari d’ufficio (Corte di Appello di Roma, ENEL Produzione di Palermo, Agenzia delle Dogane di Roma e AMIA di Verona sono alcuni esempi). Negli Stati Uniti è successo anche di peggio: seminari biblici al Dipartimento di Giustizia (2001, ministro Ashcroft).
Questo non cambia la mia posizione riguardo la possibile proposta che avevo fatto (l’insegnamento di tutte le fedi) o ciò che affermo in altre mie lettere, però vuole mettere in evidenza dei privilegi.
Distinti Saluti,

Luca Piol

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