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“Stiamo rendendo difficile la vita dei nostri bambini”

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17 giugno 2011

Egregio Direttore,


Sono il papà di due bambini che frequentano la scuola elementare di Morosolo, nell’anno appena concluso hanno frequentato la classe IV e la classe I. 
Abito a Barasso.

Nel giro di due giorni leggo dal suo giornale, anche se già lo sapevo, che:
- Mia figlia, che frequenterà la classe II, dal prossimo anno dovrà accontentarsi di 27 ore settimanali contro le attuali 30. Ragione: mancano i soldi.
- Le attività extra-scolastiche gestite dal comune per i miei bambini “extra-comunitari” (leggi abitanti fuori dal comune di Casciago) costeranno di più. Ragione: mancano i soldi.

Ora, a prescindere dal mio caso particolare, che volendo ha anche delle soluzioni facilmente attuabili, mi domando: ma con questi presupposti l’Italia dove vuole andare?
Le logiche di bilancio le ho ben chiare in mente, ma anche quando vengono applicate in azienda, di solito, ci sono delle regole e delle priorità.
Col comune di Casciago, come dice la pubblicità, si vince facile.
La prossima volta che passo da quella cosa informe che chiamano rotonda in centro paese, farò capire ai miei bimbi che: “E’ vero che paghiamo di più per i servizi scolastici, ma i nostri soldi servono per fare queste grandiose opere pubbliche”. E giù a ridere come solo i bambini sanno fare.

Al ministro Gelmini, e qui la partita si complica, vorrei semplicemente dire che non sono d’accordo con la riduzione dell’orario.
Ho firmato, in modo convinto, la petizione che i genitori degli alunni della scuola hanno preparato, e sono altrettanto convinto che è un vero peccato ridurre l’offerta formativa esistente che, almeno a Morosolo dove ho esperienza diretta, funziona e potrebbe continuare a funzionare.

Anche se sono consapevole di poter sembrare retorico, credo che stiamo rendendo la vita più difficile a quelle persone che rappresentano il nostro futuro.

Valentino Giudici

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