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Stupro: non c’è solo l’indicibile

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24 gennaio 2009

Caro direttore,
di fronte all’orrore indicibile dello stupro, che è secondo solo a quello dell’omicidio (o forse lo eguaglia) ci sarebbe solo da osservare il silenzio.
Sui giornali in questi giorni abbiamo letto e sentito di tutto.
1. La polemica sulla canzone di Gino Paoli, una polemica assurda, dove si pretenderebbe pure di censurare (o giudicare) la poesia, in altra sede che non sia la coscienza di ognuno.
2. La paura e il terrore vissuti dalle vittime.
3. Il pentimento e il conseguente trattamento tutto sommato ‘umano’ che la giustizia e i media riservano ad uno dei colpevoli (non importa se italiano o straniero).
4. il desiderio di giustizia e di sicurezza che restano in tutti noi, spesso inappagati.
Non si è vista per fortuna la vergognosa speculazione, il disinvolto e cinico sfruttamento politico di questi drammi che invece si era visto la scorsa primavera.
Non solo perchè non siamo nell’imminenza delle elezioni, ma anche perchè QUESTA opposizione al governo avrà tanti difetti, ma sa anche imporsi dei limiti di decenza.
Il dolore e la paura non possono essere argomento di scontro politico.
Tra tante cose negative, un briciolo di umanità
saluti cordiali

Tommaso

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