Ricerca

» Invia una lettera

Su Alitalia e Malpensa

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Caricando...Caricando...

12 gennaio 2009

Egregio Direttore,
la vicenda di Alitalia è ormai giunta all’epilogo e ciascuno di noi può adesso fare quattro conti.
A fronte di un risultato che è, in assoluto e in modo particolare per Malpensa, peggiore rispetto a quello che si sarebbe ottenuto con la vendita proposta da Prodi e Padoa-Schioppa, tutti noi ci troviamo oggi sulla schiena i costi di una serie di oneri aggiuntivi.
Le azioni che Air France avrebbe pagato poco adesso non valgono niente.
Il debito di Alitalia a carico dello Stato nel frattempo è aumentato di 2 miliardi di euro: il maggior costo totale per i cittadini italiani è di 3 miliardi e 300 milioni di euro.
I dipendenti lasciati a casa, e per i quali noi pagheremo gli ammortizzatori sociali, sono 7.150 in più rispetto all’accordo precedente.
La flotta viene inoltre ridotta, così come le destinazioni, e tutto il settore cargo chiude immediatamente.
Dobbiamo ringraziare Berlusconi e Bossi, Formigoni e Maroni, Cattaneo e Reguzzoni per questo risultato.
Meno di un anno fa contro l’ipotesi di accordo prospettata da Prodi si moltiplicavano le proteste, venivano organizzate manifestazioni e i soliti capipopolo cavalcavano il malcontento per miserabili interessi elettorali.
Adesso queste persone dovrebbero avere, almeno, il coraggio di chiedere scusa.
La Lega, in questo caso, non ha neppure il solito alibi di “Roma ladrona”: la responsabilità per avere osteggiato l’accordo precedente, anziché cercare subito una compensazione per Malpensa con la liberalizzazione dei diritti di volo, è di questo partito così come dei dirigenti lombardi di Forza Italia.
In questa situazione di oggettiva e grave difficoltà per il nostro aeroporto manca in ogni caso, da parte dei politici che hanno in mano la nostra Regione, una denuncia delle carenze gestionali del “carrozzone SEA” che, con le sue inefficienze, è senz’altro la prima delle cause dello scarso “appeal” di Malpensa.
La mancata liberalizzazione di questo centro di potere e di costi, da anni feudo leghista, non è mai – inspiegabilmente – sull’agenda dei nostri amministratori locali.
Unico aspetto positivo, in questa tragica vicenda, l’auspicabile e definitiva pietra tombale sull’ipotesi di terza pista nel Parco del Ticino.
Intanto noi restiamo nell’attesa che una classe politica più responsabile decida di muoversi nell’ottica di una gestione coordinata di tutto il sistema aeroportuale lombardo, oggi penalizzato da una becera visione localistica e incapace di dare risposte coerenti alle richieste del sistema produttivo lombardo.
Un cordiale saluto.

Angelo Bruno Protasoni - Gallarate

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.