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Su Malpensa l’errore della Lega

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5 gennaio 2009

Caro direttore,

è possibile tenere il caso Malpensa al riparo dalla polemiche per concentrarsi, come chiede Ezio Colombo della CGIL, prima di tutto sulle proposte operando, ciascuno nel proprio ruolo, in difesa dei lavoratori e della competitività del territorio?

A ciò punta il gruppo provinciale del PD con la proposta, avanzata al Presidente Galli e alle altre forze politiche, di convocare su Malpensa un Consiglio Provinciale aperto, invitando le forze sociali, i parlamentari e gli esponenti del Governo. Una proposta che ci auguriamo venga accolta positivamente, anche per dimostrare che Varese sa ancora ‘fare squadra’ e vuole recuperare il deficit di rappresentanza degli interessi del territorio che l’attuale scenario, tutto a danno del nord, sta incredibilmente mettendo in luce.

Solo una iniziativa unitaria può portare a guardare la vicenda con la necessaria lucidità e realismo, lontano da furbizie e giochini strumentali, che a ben guardare sono al vera causa dell’attuale situazione.

Si è creduto infatti che il destino di Malpensa, (che non è stata mai un vero hub paragonabile ai maggiori scali europei), potesse cambiare legandolo a quello ancor più incerto di Alitalia.

Ma oggi ci si rende malamente e tardivamente conto che non è così. O almeno se ne rendono conto coloro che voglio aprire gli occhi e non continuare a consolarsi dando la colpa al centrosinistra (che in realtà già dal 2007, aveva preso atto che i due destini andavano scissi avviando, insieme alla cessione di Alitalia, la liberalizzazione dei diritti di volo che il governo Berlusconi ha sciaguratamente interrotto). Se quella liberalizzazione si fosse compiuta in questi 8 mesi, oggi lo scenario sarebbe ben diverso.

Si può ora pensare o sperare che la compagnia aerea tedesca venga preferita, all’ultimo momento, a quella francese. Qualcuno lo fa, ma c’è da dubitare che, quand’anche fosse, questo basti ad assicurare solide prospettive per il futuro di Malpensa senza che siano almeno chiarite anche le incertezze sull’altro aeroporto milanese, Linate.

Ma il punto cruciale è proprio la capacità di avere una strategia autonoma. Su questo punto scrive parole severe, la Stampa di oggi (il giornale vicino all’ex presidente di Confindustria): “proprio perché Milano e la Lombardia sono forti, avrebbero dovuto slegare da tempo Malpensa dall’Alitalia … In concreto, ciò avrebbe significato agire per accelerare la liberalizzazione degli slot e creare le condizioni per radicare a Malpensa un grande operatore estero, capace di valorizzare le risorse territoriali. Si è scelta, invece, la via italiana della combinazione di interessi sostanzialmente collusiva, nella convinzione di poter raggiungere una mediazione, ora rivelatasi impraticabile. “

Questo errore strategico è stato compiuto non a Roma, ma a Milano e proprio dalle forze politiche come la Lega che dovrebbero rappresentare l’autonomia (addirittura l’indipendenza!) del Nord. Un errore che nasce sul piano politico più generale dove la Lega, accettando un’alleanza di puro interesse con Berlusconi sta mettendo a rischio la propria autonomia e, se non presenterà a breve qualche risultato, anche la propria popolarità.

Del resto non è un bel segnale per la Lega il fatto che alle proteste della Lombardia non seguono né in Piemonte né in Veneto significative prese di posizione sul problema di Malpensa: anche su questo una riflessione i nostri amici leghisti dovranno farla.

Saluti cordiali

Roberto Caielli - Consigliere Provinciale del PD

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