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Sugli incidenti parole coraggiose

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24 aprile 2007

Caro direttore,

Le scrivo per esprimerle la mia sincera solidarietà per le parole coraggiose e prive di ipocrisia da lei spese sul tema degli incidenti motociclistici. Vada avanti così senza curar dei mugugni e delle reazioni di chi difende ad ogni costo la categoria degli amanti della velocità.

La piaga degli incidenti stradali, sia in auto che in moto, è un’emergenza sociale che va presa di petto con la massima urgenza e serietà. Servono strategie di contrasto più decise: i controlli non bastano, perchè non possiamo mettere un vigile ad ogni incrocio 24 ore su 24, anche se un pizzico di severità in più non guasta (da quando sono più diffusi i controlli con l’etilometro c’è molta più attenzione nell’evitare di mettersi alla guida dopo qualche bicchiere di troppo). D’altra parte le amministrazioni pubbliche dovrebbero spendere qualche energia e risorsa in più per prevenire gli incidenti e reprimere la guida pericolosa invece che mostrare la faccia rigida e inflessibile della legge solo per martellare i povericristi che parcheggiano in sosta vietata o che viaggiano a 58 km/h invece che a 50. Con il mito della velocità sulle strade, unito ad una certa incoscienza nei confronti dei potenziali pericoli ad essa connessi (si può dire tutto quel che si vuole ma più scende la velocità e minori sono le probabilità di farsi male), che continua a spopolare, mentre da troppe parti si odono ancora voci che attribuiscono responsabilità alle strade giudicate pericolose (per la serie, quando una moto va a sbattere a 200 kmh contro uno spartitraffico, la colpa è dello spartitraffico).

La questione delle responsabilità è il nodo centrale, altro che fare questioni di lana caprina sui chilowatt e sui cavalli vapore. Responsabilità che non deve essere soltanto economica ma anche civile e penale, quando fosse necessario. Dico questo portando la mia personale esperienza di automobilista coinvolto suo malgrado in uno spaventoso incidente stradale quattro anni fa. Alla guida della mia cara vecchia Y10 fui letteralmente travolto da un missile che non rispettò la precedenza in corrispondenza di un semaforo lampeggiante sulla “Saronnese”. Due mesi di convalescenza, risarcimento ottenuto dall’assicurazione, ma per quel pirata della strada che mise seriamente in pericolo la vita altrui solo una multa da poche decine di euro per mancato rispetto della precedenza?

Insomma, i mass media devono fare la loro parte per denunciare con coraggio e senza ipocrisie e per svelare in tutta la sua inguardabilità un’emergenza che va affrontata con la massima attenzione.
La ringrazio per il suo editoriale, utile ed efficace ad aggiungere un mattoncino sulla strada giusta.

Andrea Aliverti

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