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Sul parcheggio per disabili

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21 gennaio 2010

Sono invalida con problemi di deambulazione e mi lascia alquanto perplessa il fatto del pagamento per sosta nei parcheggi segnati in blu anche per persone con le mie limitazioni fisiche.
Effettivamente il tesserino arancione lascia troppo spazio al furbo, che lo usa anche quando l’invalido è deceduto, oppure lo usa chi non ne è neanche il titolare, o magari un invalido che rimane a letto.
Adesso noi disabili veri, nel bisogno, stiamo pagando per persone che usano di sproposito il tesserino , oppure viene anche rilasciato senza controllare.
Personalmente , sono continuamente a litigare con persone che prendono il posto degli invalidi senza riguardo nessuno e per di più sentendomi anche trattata da "rompi…" una problematica che potrebbe essere evitata se ci fosse più controlli da parte dei vigili.
Quante volte ci si trova le macchine con il conducente a bordo sul posto degli invalidi …..senza tesserino arancione…. e sentendosi rispondere che non trovava parcheggio…
Volevo anche sottolineare che il nostro tesserino arancione è solo utilizzabile in Italia, e io che sono francese mi ritrovo all’estero con l’impossibilità di sostare nei posti degli invalidi……Vergognoso! Non lascio la mia invalidità alla frontiera!
Abbiamo un’Italia che non si adegua neanche alle normative europee e adesso ci si viene anche a chiedere il pagamento nelle zone blu.
Stato Italiano, fareste meglio di iniziare a regolarizzare la condotta dell’invalido con l’Europa.
Poi per i parcheggi , al posto di perdere tempo per decreti, leggi per i pagamenti, fareste meglio a dare l’opportunità a chi di dovere di ampliare i controlli sui parcheggi invalidi perchè è uno scempio e la Polizia Locale lo sà ma non fa …e non può fare niente!
Non solo lo Stato Italiano dà una miseria di pensione, ma io pago il ticket e adesso anche il parcheggio… non è possibile!
Caro Governo e Politici tutti! Iniziate voi a pagare il parcheggio che lo stipendio ve lo concede, questo e altro pertanto inutile prendersela con la fascia più debole.
Al nord paghiamo il ticket e al sud… a gratis… 
Si fa tanto per il terzo mondo, ma noi abbiamo il terzo mondo in Italia… ne abbiamo la conferma adesso anche come trattate la categoria di disabili.

Allora per evitare che i furbi ne fanno un uso improprio, opterei per una revisione del tesserino.

1) Sarebbe opportuno realizzare una tessera da esporre con uno chip il quale può essere controllato con apparecchi specifici .E la questione del deceduto sarebbe risolta. Ma non basta.
2) La problematica più importante anzi IMPORTANTISSIMA che si verifica a Varese ,è che nessun ufficio collabora . In poche parole la mano sinistra non sà cosa fa la destra .Pertanto serve un controllo incrociato che farebbe non solo un po’ di " piazza pulita " per i furbi ma un incasso e un ritiro punti che farebbero ingrassare le casse comunale. Tra l’altro abbiamo già il nostro sindaco Attilio Fontana che si lamenta di non avere fondi……e allora che si inizi a fare multe perchè Varese è diventata una città di prepotenti e cafoni che sostano dovunque senza riguardo. Non basta fare multe ogni tanto , perche non uscite tutti i venerdi e sabati sera……le casse diventerebbero come quelle di PAPERONE. E questo è sotto gli occhi di tutti i cittadini e facilmente verificabile.
3) Inoltre concederei il tesserino arancione con il numero della targa , in alternativa massimo con 2 targhe segnate sul tesserino come quelli delle soste autorizzate per i residente.
Quando si cambia macchina se ne fa presente alle autorità.Quando vado a milano , per cure mediche ho fatto l’ecopass con la targa della macchina mia e cosi si può fare anche il tesserino arancione.
Come potete vedere, ad un rimedio o miglioramento ci si può arrivare , basta collaborare.
Perchè non si cerca di chiedere alla cittadinaza o al popolo italiano altre idee valide per il tesserino.
Io ho proposto il tesserino con chip, perchè è quello usato in Francia e le garantisco che funziona . Io metterei solo la targa. Cosi iniziamo a dare una calmata a chi non può usarla e NON DEVE USARLA.

Antonietta

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