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Sul treno della sconfitta non c’è differenza fra un cameriere e un rivoluzionario smesso

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11 dicembre 2009

Caro direttore,
come sono lontani i tempi di "…avanti o popolo alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa…"
Io non ho fatto in tempo a cantarla e un po’ mi dispiace.
Sono una cinica romantica, mi commuovono le bandiere, le" buone cose di pessimo gusto".
Oggi è rimasto solo il pessimo gusto, non c’è neanche più il popolo, non fa trend, urla troppo, il chiasso non si addice al nuovo (?) look dell’opposizione.
Si fanno manifestazioni separate, alla faccia delle differenze che arricchiscono.
Non è bello gridare, si deve sussurrare, opporsi con gentilezza, saper prendere una grugnata in faccia con signorilità, incazzarsi con educazione.
Si capisce, bisogna costruire l’alternativa.
Ovunque si odono o si leggono queste tre magiche parole "costruire l’alternativa".
A cosa?
A un signore che sta mandando a gambe all’aria un paese già sull’orlo del baratro per i suoi problemi con la giustizia?
L’alternativa è all’azione politica, non a un governo capeggiato da un tale che scambia il Parlamento per casa sua e la Costituzione con il gioco del Lego.
Non so se è l’età, se guardo le cose da fuori essendoci stata dentro, ma non capisco, leggo le parole e mi sfugge il senso, la logica.
E poi dicono che ci vuole tempo. Quanto tempo occorrerà perchè si riesca a costruire un’alternativa a un indagato che non vuole farsi processare?
Ogni tanto mi cade l’occhio sulle facce di cartapesta, hanno passato tutti la cinquantina e promettono il rinnovamento, fondano partiti, li disfano e li ricompongono, si lasciano e poi si riprendono.
Sembrano belle donne che non si rassegnano alle rughe e alle chiappe cascanti; non incantano più nessuno, ma non si danno per vinti.
Intanto la sinistra si è liquefatta, ogni tanto scivola una molecola, si stacca un atomo e viene inghiottito dal nulla.
L’Italia ha perso la Sinistra, ma vi rendete conto?
Qualunque idea si possa avere è bello poter confrontarsi con l’avversario, anche fare a cazzotti ma abbiamo perso anche l’avversario.
Si, aveva ragione Gaber, …  sul treno della sconfitta non c’è differenza fra un cameriere e un rivoluzionario smesso…
Mi sorge una domanda: ma se siete sempre gli stessi che in vent’anni non hanno saputo costruire un’alternativa a un faccendiere, come fate a costruirla oggi? Con quali strumenti? Quali condizioni sono cambiate oltre ad avere quasi tutti i capelli un po’ più bianchi?

R. L.

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