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Svastica allo stadio: l’indifferenza rende complici

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25 ottobre 2007

Signor Direttore

Le scrivo in riferimento alla notizia della multa inflitta, giustamente, alla società del Varese Calcio per i simboli su alcune bandiere esposte allo stadio.
Penso sia sbagliato che, da parte de “La Provincia”(il giornale che ha pubblicato le foto), della società Varese Calcio e delle forze dell’ordine, si continiuino a giustificare certi comportamenti.

Il simbolo esposto sulle bandiere, anche se non è propriamente una svastica rimanda comunque ad un ideologia nazista. Infatti, si tratta di una runa, l’Othala. E’ il simbolo della “Famiglia” e di coloro uniti da razza e sangue. Fu adottata dall’Ufficio SS Razza e Successione, così come dal VII SS Freiwilligen Gebirgs Division “Prinz
Eugen”. È un simbolo che veniva passato di generazione in generazione nei clan. C’è chi utilizza questa runa per l’unico scopo di rievocare il pensiero nazista, molti naziskin la utilizzano per far capire la loro idea o la loro fazione politica. Del resto, basterebbe cercare su internet inserendo il nome del gruppo degli “ultras” che si trova in bella mostra sugli striscioni allo stadio varesino (e non solo purtroppo) per capire di chi e di cosa stiamo parlando.

Tutto questo si va ad aggiungere alle notizie di pochi giorni fa delle indagini sulla costituzione del Movimento nazional socialista dei lavoratori, un partito ricalca le tesi del partito nazista di Hitler e che ha presentato regolari candidati a una serie di elezioni amministrative lo scorso anno. Anche il quotidiano “La Repubblica” ha dedicato due pagine di speciale sui movimenti neonazisti partendo dall’indagine varesina.
Quindi ritengo sia davvero opportuno dare dei segnali chiari e forti, per evitare di vedere di nuovo nei luoghi dedicati allo sport delle scene vergognose che hanno reso “famosa” la nostra città, come la sera del 7 marzo 1979 quando durante la partita di basket tra la Mobilgirgi Varese e il Maccabi Tel Aviv piovvero in campo le croci.

Non dimentichiamoci poi, sempre a Varese, del filo nero che parte dai comandi fascisti e della XMas durante la guerra, passando per l’eversione con la bomba del 28 marzo 1974 in Piazza Maspero a Varese, un anticipo della strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974, fino ai giorni nostri. Per info: www.osservatoriodemocratico.org
Senza memoria non c’è futuro.

Ezio Riboni

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