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Tagli e fannulloni, dove sta la verità?

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17 novembre 2008

Caro direttore,
le lettere pubblicate in risposta all’intervento del ministro Brunetta sui “fannulloni di sinistra” offrono vari spunti di riflessione e sono, a loro modo, un po’ tutte condivisibili. Al di là della frase in sè, è sicuramente preoccupante vedere come una certa parte politica prima cerchi di additare l’altra metà del paese con degli epiteti sciagurati (stupidi, ignoranti, coglioni…ne abbiamo sentite di tutti i colori), e poi faccia passare uno dei grandi mali del paese come prerogativa assoluta dell’attuale opposizione.
Che si condivida o meno l’ultima uscita del titolare della Funzione Pubblica, bisogna riconoscere al buon Brunetta il suo impegno da stakanovista nel tentativo di stanare chi non svolge appieno la propria mansione lavorativa: vanno bene i tornelli in magistratura, ci possono anche stare le sanzioni per i dipendenti pubblici assenteisti ma…c’è un grosso ma, ben messo in luce dalla missiva del signor Giuseppe. Il carrozzone politico non viene minimamente toccato da questa improvvisa smania produttiva del ministro. Vediamo qualche dato estrapolato dagli ultimi articoli di Gian Antonio Stella, dati che tutti conoscono ma sui quali nessuno si sogna di intervenire.
Ad esempio, i partiti italiani incasseranno, fino al 2011, i finanziamenti dovuti per la legislatura passata (quella del governo Prodi caduto anticipatamente), oltre chiaramente a quelli per l’attuale legislatura. Il che significa che l’Udeur mastelliana, pur essendo fuori dal Parlamento, avrà diritto in questi tre anni a 2,7 mln di euro, e Rifondazione Comunista a 20 milioni. Vi pare possibile? Cosa ci voleva a votare quell’emendamento dell’Italia dei Valori, respinto pochi giorni fa, che prevedeva appunto il blocco di queste assurde sovvenzioni?
Oppure, qualcuno mi vorrebbe spiegare come mai, a parità di reddito medio pro capite, un deputato spagnolo costa al suo popolo, considerando anche gli stipendi di commessi portaborse lacchè ecc, 281.000 Euro, mentre un onorevole Tal de Tali della nostra Camera dei Deputati ci viene a costare 1.630.000 Euro? Volete tagliare gli sprechi? Bene, invece di ammazzarci l’università tagliate qui, grazie.
E come mai le agendine del Senato per l’anno 2009, commissionate quando i venti di crisi spiravano già incessanti sull’Europa, vengono a costare 260.000 Euro? Cioè, andate al supermarket e compratevi i diari per la scuola che fanno lo stesso effetto!
Intendiamoci, non ce l’ho con Brunetta, perchè apprezzo chi cerca di lavorare per evitare che si sprechino soldi pubblici: però, prima di fare il moralizzatore del mondo intero, si guardi in casa propria, osservi i fiumi di denaro erogati alla cosiddetta “casta” di cui lui stesso fa parte e ne tragga le opportune conseguenze.
Cordiali saluti

Marco Regazzoni

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