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Taxi a Malpensa: una spiacevole avventura

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23 agosto 2011

La sera di martedì 16 agosto atterravo a Malpensa reduce da una breve vacanza. Dato l’intenso traffico il bus navetta del parcheggio era letteralmente preso d’assalto e si prospettava un’attesa, nella migliore delle ipotesi, di circa un’ora. Mi recavo allora al taxi point. Mi accomodavo nel taxi dopo aver sistemato le valigie e chiedevo al taxista di portarmi al parcheggio presso il quale avevo lasciato la macchina. Questi mi rispondeva che si trattava di una corsa da 15 euro al massimo e che lui per quella cifra di lì non si sarebbe mosso. Dovevo lasciare la sua vettura. L’autista del taxi dietro al mio diceva ad un’altra persona che aveva avuto la mia stessa pensata che se voleva quel servizio doveva sganciare 90 euro. Si accendeva una breve discussione in cui tutti i taxisti (non pochi) posti dietro ai due taxi prendevano le difese dei colleghi. Riporto alcune frasi: “Dei servizi fino a Busto Arsizio siamo stufi, noi cerchiamo quelli da almeno 50 euro”.“Non siamo un servizio pubblico e facciamo quel che vogliamo”, questo all’osservazione che sui taxi c’era scritto “Comune di Milano”.“Si arrangi, nessuno di noi fa corse brevi”. Finiva che dovevo farmi un’ora di fila per la navetta gratuita (a posteriori: m’è anche andata bene. Infatti, in ossequio al motto che in Italia ognuno fa quel che vuole, la mia auto, insieme a parecchie altre, era stata spostata da Park to Fly in un parcheggio in aperta campagna a 5 km di distanza da quello in cui l’avevo lasciata!).Mi piacerebbe sapere dal Comune di Milano se rispondono al vero le affermazioni dei taxisti e come mai queste clausole non sono riportate sulle vetture. Osservo che a Roma una corsa da Termini al Senato costa circa 12-15 euro e nessuno si sogna di rifiutarla.
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Carlo

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