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Tocchiamo le pensioni dei parlamentari, ma pure quelle dei manager

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23 agosto 2011

Egregio direttore,
ho letto la risposta della senatrice Pellegatta sui vitalizi. Credo che abbia ragione quando dice che non si può trattare come ladri e usurpatori tutti quelli che incassano ogni mese un vitalizio: ci sarà chi ha fatto onestamente il proprio lavoro di parlamentare e c’è chi sicuramente ha accumulato cariche e stipendi. Certo, dalla senatrice mi sarei aspettato (elettore di sinistra) un po’ di critica al sistema: la forbice tra la pensione minima e un vitalizio da parlamentare non è uno scandalo? Non è l’altra faccia dell’insopportabile divario tra redditi degli operai e superstipendi dei manager? Una riforma sarebbe necessaria: si colpiscano i diritti acquisiti, quelli dei parlamentari, ma pure quelli di chi dopo aver guadagnato nella vita lavorativa continua a incassare pensioni da 2-3mila euro se non di più. Mentre i precari della mia generazione (classe 1979, al lavoro dal 2004) hanno stipendi da fame e non avranno pensione… non avremo diritti acquisiti, noi

Davide

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