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Traffico di cuccioli, la giustizia non se ne occupa

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19 agosto 2011

Gentile direttore,

Leggo con piacere che ogni tanto la legge si muove e la giustizia punisce l’inciviltà…chi si approfitta dei più deboli, chi sfrutta chi non ha modo di difendersi da solo, chi gioca con i sentimenti altrui,
manipolando animali come fossero oggetti.
Ma ahimè non sempre accade ciò.
E a volte sei costretto a subire dopo il danno, anche la beffa nel vedere la giustizia inerme davanti alla tua denuncia. Parlo per esperienza personale, avendo acquistato a dicembre una cucciola da uno storico negozio di Varese in via Orrigoni.
La cucciola mi e’ stata consegnata in condizioni pietose: con i vermi, le pulci,un’ernia ombellicale e una bronchite trasformatasi dopo 2 giorni in polmonite e ovviamente un libretto sanitario falso, rilevante un’eta che la cucciola non aveva. Arrabbiati dalle condizioni disperate nelle quali abbiamo ricevuto il nostro cane, sofferenti nel vedere la piccola soffoccare sotto i nostri occhi in una lunga notte di dicembre, incazzati dalla presa in giro del proprietario che ci ha consegnato certificati sanitari surreali,
 che ci proponeva di cambiarci il cane, cosi come se fa con un capo fallato. Abbiamo denunciato sia il veterinario che ha compilato i certificati, che ovviamente il punto vendita!

Risultato:
Il veterinario e’ stato convocato dall’ordine e ripreso solo per non aver compilato i certificati in modo ‘professionale’. La segnalazione alla procura non ha dato frutti. Le guardie zoofile da me contattate si sono arrese davanti al fatto che loro possono intervenire solo su reati amministrativi e che e’ difficilissimo provare la falsita’ dei libretti sanitari.

Non volendomi arrendere: ho deciso di affrontare a muso duro il proprietario del punto vendita, che mi ha restituito tutta la cifra pagata per l’acquisto e per le spese mediche affrontate! Sottoponendomi pero’ una carta al quanto ‘sibillina’, dove avrei dovuto dichiarare che non mi sarei rivalsa oltremodo verso il punto vendita. (Forse aveva qualcosa da nascondere?!)
Ma il mio intento non era certo recuperare i soldi.
I soldi spesi erano l’ultima cosa che mi interessavano!
Avrei voluto avere il supporto della giustizia, avrei voluto che sotto il periodo di Natale (periodo di punta per questi approfittatori), il punto vendita venisse sequestrato e venissero salvati i tanti cuccioli neonati rintanati in gabbie fetide che non lasciano scampo! Avrei voluto che il proprietario non si vantasse più dei viaggi in Slovenia con carichi di cuccioli. E invece passo davanti al punto vendita e una rabbia mi assale.. Penso ai cuccioli li rinchiusi, Alle sofferenze a cui sono soggetti!

Se la nostra piccola non avesse trovato noi che con grande amore ci siamo presi cura di Lei, affrontando spese e avendo una pazienza infinita, se non avesse incontrato la Dott.ssa Prandoni, che grazie alla Sua competenza e professionalità ha ricoverato la piccola curandola fino alla totale guarigione, Lola non sarebbe ora con noi, qui in spiaggia, mentre vi sto scrivendo.
Ma quanti cani non ci sono più?
Quanti cani non ce la fanno?
Quanti cuccioli muoiono nei viaggi indecenti?

Felice per aver letto che un po’ di giustizia c’è..
Rimango speranzosa di poter vedere che finalmente si possa muovere a 360 gradi e che la speculazione su questi poveri esseri indifesi possa avere fine!

Vi ringrazio dell’attenzione rivolta alla mia mail che vuole essere una segnalazione a non abbassare la guardia mai!

Cordiali saluti

Ilaria Nurra

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