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Trasporto pubblico locale, sono molto preoccupato

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13 settembre 2011

Ho letto la notizia sulle dichiarazioni di Cattaneo e Biesuz sui tagli al trasporto pubblico locale e sono rimasto molto preoccupato. Per la verità anche confuso, facendo un po’ di conti della serva, sicuramente poco precisi, basati sull’esperienza, anche perché non ho dati analitici. Prendendo ad analizzare le linee ex LeNord, fino al 2010 i contributi pubblici finanziavano il 53% del costo del trasporto, escludendo il servizio malpensa express; in soldoni circa 80 milioni di euro l’anno. Nel 2011 i biglietti sono aumentati del 25% per compensare un taglio di 300 milioni complessivi, incluse le tratte ex Trenitalia. Quindi ora i contributi pubblici finanziano circa il 42% del costo del servizio ex LeNord. Tra l’altro, il costo del malpensa express è invece rimasto inalterato, e comunque rimane pari a circa il 35/40% del costo di servizi analoghi tra Aeroporto Heatrow-Londra città, tra Aeroporto Charles De Gaulle-Parigi. Ora, è chiaro che la crisi è estremamente grave e che bisognerà ancora fare parecchi sacrifici, molti più di quanto i nostri governanti non ci voglion far credere, e con questo bisogna fare il conto.Se per assurdo i finanziamenti pubblici si dovessero azzerare (900 milioni?) il biglietto dovrebbe aumentare del 42%. Se si riducono di 200 milioni il biglietto dovrebbe aumentare del 16% quindi. Se non ho capito male, Cattaneo e Biesuz dicono che una diminuzione dei finanziamenti pubblici di 200 milioni complessivi (ex Lenord ed ex Trenitalia) comporterebbe una necessità di aumentare ancora i biglietti non del 16% ma del 60%: c’è dunque un deficit di 600/700 milioni? Forse sarebbe meglio chiarirlo. Comunque fare alcune considerazioni:
1.       Forse la situazione ex Trenitalia era diversa dalla situazione ex LeNord: questo significherebbe che le tratte ex Trenitalia pesano ancora troppo sul contribuente e quindi è necessario fare subito degli interventi di razionalizzazione;
2.       il costo del servizio Malpensa dovrebbe essere portato a livello da coprire completamente i costi, anche quelli ad esempio di acquisto dei treni dedicati al servizio stesso, e portare le tariffe a livello europeo. L’aumento dei biglietti a mio giudizio già compenserebbe i minori trasferimenti statali sulle linee ex LeNord
3.       se si dimezza l’offerta di treni, come si sposteranno centinaia di miglialia di persone ogni giorno, in auto? E con quali infrastrutture, verso quali parcheggi? A mio giudizio dal profondo la filosofia di intervento e occorrerebbe valutare con attenzione se ci sono “efficienze” ed ottimizzazioni da fare, prima di creare allarmismi. Bisognerebbe anche pensare seriamente ad aumentare la competitività, e lasciare spazio al privato. Altrimenti, andando avanti di questo passo, altro che Grecia… 
Antonio Mele

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