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Treni fantasma

stazione luino
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3 luglio 2018

Domenica 1 luglio, mattina presto. Sono alla stazione di Luino.

Il treno con cui devo partire è già pronto al terzo binario ma non è ancora acceso, le porte sono chiuse e non possiamo salire. Intorno non ci sono ferrovieri, non c’è un ‘anima viva, la stazione è apparentemente deserta: oltre a me, solo un ragazzo e una sorridente, fiduciosa signora straniera. Silenzio e immobilità. Alle 7.44, orario di partenza, si accende un altoparlante e viene annunciata la soppressione del treno. Non un minuto prima. A quel punto ognuno di noi non può che arrangiarsi a trovare soluzioni alternative. Io, inevitabilmente, arriverò molto molto in ritardo al mio corso. Vado a Milano un weekend al mese, facendo avanti- indietro sia il sabato sia la domenica, e ogni volta si verifica un disservizio, ad esempio un sabato sera d’aprile sono tornata casa all’una di notte, a causa della soppressione di due treni consecutivi che avrebbero dovuto partire dalla stazione di Gallarate.

Certo che i pendolari vivono situazioni di disagio tutti i giorni (lo vedo per mia figlia che è studentessa a Milano), ma nei weekend c’è qualcosa in più, ci si può permettere di eliminare qualche corsa ulteriore perché, almeno nelle piccole stazioni, la mattina presto e la sera, non ci sono folle esasperate ed inferocite sulle banchine, ma solo qualche sporadico passeggero che si rassegna all’ineluttabile. Non sempre le motivazioni sono scioperi, guasti, ritardi: in una mattina come quella di ieri nessuno si premurato di spiegarci perché il treno, che era lì pronto, non sarebbe partito; ma un gentile impiegato di Gallarate, quel famoso sabato sera in cui mi aggiravo infreddolita e stanca per la stazione di Gallarate, mi ha spiegato che gli ordini arrivano da Milano e loro non possono farci nulla, dato che al telefono degli uffici non risponde nessuno. Probabilmente si sceglie di risparmiare, tagliando all’ultimo momento corse considerate non indispensabili. Eppure se una persona si alza la mattina presto della domenica per recarsi a Milano un motivo ci sarà, e avrebbe il diritto di arrivarci, avendo pagato un biglietto. Così come la sera avrebbe diritto di tornare a casa ad un orario decente. E’ davvero una vergogna inammissibile.

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