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TreNord : Prima e seconda classe

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15 giugno 2011

In riferimento alla lettera di Arianna volevo contribuire all’eterno dibattito sul presunto inesistente valore aggiunto del biglietto di prima classe.
 
Vede gentile Arianna io per 8 lunghi mesi ho contribuito ad arricchire le casse delle ferrovie con un abbonamento di prima classe.
Non sono uno snob la mia è semplicemente una esigenza fisica. La prima classe offre maggiori possibilità di sedersi. Stanco di farmi alle 7.00 di mattina 45 min di viaggio su di un trespolo ho cercato maggiori possibilità di comfort.
Il primo mese è andato mediamente bene, dal secondo-terzo mese (periodo primaverile) la situazione è peggiorata drasticamente.
Due sono stati i fattori di degenerazione:
- prima e seconda classe non esistono per le persone che si vogliono arrampicare sugli specchi pur di accampare diritti che non gli spettano. Le regole per queste persone non esistono, soprattutto quando devono pagare. I portoghesi di seconda costituivano una buona metà delle persone viaggianti in prima. I controlli non erano frequenti (e non lo sono nemmeno ora) e l’effetto pratico è che il sottoscritto rimaneva in piedi e si sentiva (mi scusi per il francese) anche un pò coglione. Ovviamente la protervia era la migliore arma di difesa quando il controllore invitava a spostarsi. E guarda caso la sua stessa storiella che non servono champagne era la più gettonata.
 
- in base al punto precedente prima e seconda classe non costituivano più una differenziazione della qualità del servizio. Questo non per colpa delle Nord ma per la arroganza di tali persone.
 
Morale della favola: stanco di pagare sono tornato all’abbonamento di seconda. Molto spesso rimango in piedi. A volte mi siedo sugli scalini, a volte in prima classe accertandomi che non ci siano altri in piedi. Potrei capire e percepire il loro sacrosanto rancore.
 
Sinceri Saluti da un coglione pagante.
Felice Griffi - Tradate

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