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Troppo comodo licenziare e poi tagliare le pensioni

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30 settembre 2011

Egr.Direttore,
finalmente il manifesto per la crescita di Confindustria è stato ufficializzato. I punti elencati sono cinque e tutti di estrema importanza.
Nel sottolineare che le proposte sono di parte, di una parte pur importante del sistema paese ma sempre una parte, vorrei articolare brevemente questa mia affermazione.
Infatti nel documento/manifesto presentato oggi da Confindustria viene citata la "Nota di aggiornamernto del documento di Economia e finanza 2011". Lo si fa però omettendo di menzionare quello che c’è scritto in merito alla sostenibilità del sistema pensionistico.Ecco perchè il documento è di parte.
Infatti, come tutti hanno modo di leggere attraverso il sito MEF, nella Nota datata 22 settembre si da atto della sostenibilità del sistema pensionistico rafforzata dai provvedimenti più recenti(finestra mobile e attesa di vita).
Per fortuna le altre parti sociali, pur concordando con la necessità di intervenire, non concordano sull’ordine delle priorità.Tutti i sindacati questa volta si sono espressi in modo univoco.
Bisogna dare priorità assoluta alla riforma fiscale e alle liberalizzazioni.
Fatto questo bisogna tagliare i costi della politca e collegati.Si deve vendere parte del patrimonio e fare le privatizzazioni.
Una volta fatto tutto ciò si potrà parlare di una riforma delle pensioni.Una vera riforma.Non il semplice innalzamento dell’età pensionabile che serve unicamente a fare cassa.E per chi?Per darli agli industriali come dice Bossi?
Da tenere presente che i vari fondi contributivi che sono confluiti nell’INPS perchè erano sull’orlo del fallimento(es.quello dei dirigenti) hanno gravato sul sistema mentre il fondo lavoratori dipendenti è più che in attivo.
Si potrà parlare di aumenti delle pensioni che oggi sono in gran parte da fame? Si potrà parlare di pensioni future dei giovani che saranno miserissime?
Infine ci sono decine di migliaia di lavoratori che, messi in mobilità rischierebbero di rimanere per strada.Troppo comodo licenziare in tempi di crisi e poi togliere le pensioni magari stracciano i"contratti" firmati.
Poi la favoletta delle pensioni a 58 anni è tema superato dai fatti.
Quello che c’è scritto nei documenti del Governo in merito alle pensioni spero abbia una validità e non venga scritto tanto per sprecare carta ed inchiostro.
Si spera che i Ministri Bossi e Tremonti che queste cose hanno scritto il 22 settembre e sanno perfettamente non faranno passare questi tentativi di tirare l’acqua verso un solo mulino.
Prima le vere riforme e poi pensiamo alle pensioni discutendone con tutte le parti interessate a cominciare dai lavoratori.

Cordialità

Giovanni Focchi

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