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Troppo spesso le banche sono arroganti

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21 maggio 2013

Caro Direttore,
ho scritto di getto questa lettera non con l’intento di far conoscere tramite i media la mia vicenda personale, ma per prendere da questa lo spunto per fotografare un atteggiamento diffuso e consolidato del mondo bancario. Vorrei che venisse condannato un atteggiamento arrogante e presuntuoso da parte delle banche che invece di sostenere il mercato (non solo immobiliare) sono le prime ad affossarlo.
Premetto che dei miei interessi nonché dei miei diritti se ne sta occupando il mio avvocato citando in giudizio l’istituto bancario in questione. Nell’autunno del 2011 il direttore di filiale di una banca di Varese, dove io (agente immobiliare) sono anche correntista, mi informa che il suo istituto ha deciso di vendere un’immobile di loro proprietà e mi fornisce la documentazione relativa nonché il prezzo per consentirmi di metterlo sul mercato. Una famiglia di Varese è interessata alla trattativa e concordo due incontri presso l’immobile, accompagnato da dei dipendenti della banca durante la visita con i clienti. Comunico il nominativo e i riferimenti telefonici al direttore dell’agenzia e ad un direttore generale sempre dell’istituto in questione. Successivamente vengo a conoscenza che le due parti in questione hanno proseguito la trattativa e trovato un accordo senza coinvolgermi. Tutto passa per le vie legali. L’avvocato degli acquirenti risponde che al momento della vendita mi avrebbero liquidato le spettanze, dalla banca nessuna notizia nonostante le continue richieste del mio legale. Nel novembre del 2012 le due parti formalizzano l’atto pubblico di vendita, i compratori adempiono al loro dovere e mi pagano, l’Istituto invece sostiene di non dovermi nulla.
Ecco, questo è solo un esempio, una testimonianza diretta che va ad aggiungersi a tante altre che leggo anche sul Vostro sito. L’atteggiamento che oggi le banche adottano non fa altro che alimentare una crisi economica già forte. Un comportamento ostile e arrogante in ogni ambito, in particolare quando si tratta di concedere credito a imprese e famiglie (e non per acquisti futili ma per beni primari come la casa o l’automobile sempre più necessaria per raggiungere il luogo di lavoro spesso distante da casa). Io credo che la banca abbia anche un dovere sociale, quello di dare credito e fiducia per alimentare l’economia e non farla morire.
La mia modesta vicenda conferma che la banca si sente forte verso l’utente-cittadino sempre più indifeso e indebolito dalla crisi (come dimostrano purtroppo recenti fatti di cronaca), le banche approfittano di certe situazioni con l’accondiscendenza silenziosa dei nostri cari governanti (che invece dovrebbero tutelare e garantire i nostri diritti).

Grazie
Cordiali saluti

Luca Maroni

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