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Ulivo del Nord? Meglio il Partito Democratico

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11 settembre 2006

Egregio Direttore,

da militante dei DS, sezione di Besozzo, pensavo che la sparata di Marantelli sull’Ulivo del Nord, fosse solo una boutade di fine luglio alla festa dell’Unità di Cassano Magnago, in cuor mio, visto l’incipiente periodo agostano dedicato più alle sagre e feste campestri, pensavo e speravo, che la cosa o finisse li oppure che, a partire da settembre, si promuovesse un serio e approfondito dibattito coinvolgendo la base politica con discussioni e riflessioni nelle sezioni della provincia dei laghi. E invece no, alla fine della festa provinciale dell’Unità alla Schiranna, lo stesso tema ci viene riproposto alla presenza del Segretario Organizzativo On. Orlando, del Segretario provinciale Tosi e di un centinaio di fedelissimi e ospiti esterni. La idea lanciata da Marantelli, e supportata da Tosi, sull’Ulivo del Nord mi sembra più fatta per tentare di acquisire visibilità e predisporre il terreno per uccelli migratori, solitari o in piccoli stormi, che una vera ipotesi di lavoro. Ma come, ci si sta avviando, faticosamente, verso il Partito Democratico e qui a Varese ci si lancia in acrobazie politiche per proporre un soggetto politico nuovo di pacca. Bè allora perché non fare una ventina di partiti regionali, ognuno con le sue peculiarità e poi federarli? Anticamera dello disfacimento dell’unità nazionale. A Schiranna, Stefano Tosi, segretario provinciale della Quercia ha affermato che non ha dubbi sulla necessità di aprire un grande dibattito per approdare a un nuovo soggetto politico riformista. «Non possiamo nascondere il malessere del Nord. Un Nord che sappiamo bene avere tante e diverse anime, ma se guardiamo i risultati politici delle province pedemontane l’Ulivo non va oltre il 24%.”. Bene, anzi male, risultati magri e deludenti, ma chi era alla guida del partito in questi anni? Di chi la responsabilità, indiretta fin che si vuole, per aver favorito l’affermazione della Lega? Marantelli rifiuta l’accusa di filoleghista e padre del compromesso storico padano, ma proporre l’Ulivo del Nord è un modo per confondere le acque e intorpidire i rapporti con gli alleati. Si è discusso con gli alleati? Non mi sembra. Si è discusso nelle sezioni con i compagni? Nemmeno. Noi del nord abbiamo si delle specificità e delle esigenze, diamo di più molto di più di quello che riceviamo, ma quali sono le nostre vere esigenze? Sono trentanni che si parla di Pedemontana e non si fa nulla, spendono una paccata di miliardi per Malpensa e strade e ferrovie fanno pietà. Io non ho la sfortuna di dover andare a Milano tutti i giorni, l’autostrada è perennemente bloccata; soluzione? Aboliamo il biglietto, ma se non si fa la pedemontana, l’autostrada sempre bloccata rimane. Le ferrovie che da Novara, Luino, Varese, Como, ecc., portano a Milano sono allo sfascio, tutti i giorni leggiamo di lamentele per disagi e ritardi. E quindi, la domanda finale: “Ma chi ha governato la Lombardia, chi ha governato la provincia, chi ha governato Varese, Como, Busto, Gallarate, e decine di altri comuni nelle ultime tre legislature? Con il supporto, negli ultimi 5 anni, del governo nazionale e di Roma “ladrona”? Io? No! I DS? No di certo! E allora invece di fare inutili e dannosi salamelecchi o lanciare idee fantasiose, mettiamo gli avversari politici di fronte alle loro responsabilità, e si lasci perdere l’Ulivo del Nord e dedichiamo le nostre energie al nascente, spero, Partito Democratico.

Cordialmente

Enzo Giampaolo Zuin

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