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Un bambino deve andare a scuola

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20 novembre 2008

Caro direttore,
provo a guardare la tristissima vicenda del bambino multato, da un’altra ottica, sperando di non essere fraintesa. Se davvero i commercianti si sono premurati di chiamare i vigili per multare un bambino che con i suoi accendini “deturpava” il paesaggio, bhe, non c’è molto che si possa scrivere in una rubrica pubblica.
Un bambino andrebbe accolto, abbracciato, non spaventato e minacciato.
Non è da demonizzare nemmeno la Polizia Municipale, se la Legge, una pessima legge, le chiede di multare un bambino lo deve fare.
Però. C’è sempre un però, c’è sempre almeno una seconda lettura dei fatti.
Un bambino non è tutelato nè protetto se trascorre le sue giornate in strada a vendere oggetti. Una cosa sono i giornalini e le cianfrusaglie che i ragazzini vendevano una volta in proprio, da ” piccoli imprenditori”, altra è trascinarsi fra i tavolini dei bar cercando di racimolare qualche spicciolo e usando se stesso per muovere a compassione gli acquirenti.
Questi bambini che girovagano per la strada sono prede eccellenti, sono in balìa di chiunque e nella migliore delle ipotesi sono umiliati, derubati della loro esistenza e non è tollerabile.
Un bambino che è costretto a vendere accendini a me non solo dà fastidio, è addirittura insopportabile.
Un bambino deve andare a scuola, a giocare, all’oratorio, con le ragazzine; non siamo buoni nè tolleranti se lo lasciamo girare, facendo finta di non vederlo, come un’anima persa nelle nostre strade senza che ” ci dia fastidio”; siamo solo senza volerlo e senza rendercene conto, indifferenti e ipocriti.
Certo non è con le multe di tremila euro che lo salviamo, gli garantiamo un futuro.
Questi provvedimenti raramente possono servire da deterrenti per le famiglie che lasciano il figlio per la strada, ma la famiglia a sua volta deve essere assistita, sorretta affinchè quel bambino non passi la sua adolescenza e poi l’intera vita, perchè finisce sempre così, a elemosinare per la strada.
Queste Giunte “forti con i deboli e deboli con i forti” sono solo incapaci di dare risposte concrete alla povertà e all’ignoranza ( in senso letterale) delle persone bisognose e pensano di farsi belle agli occhi dei cittadini cercando di ammantare di decoro le città; ma la città non è decorosa perchè hanno nascosto i poveri, ma perchè gli amministratori hanno lavorato nella giusta direzione e con impegno fino a ridurre al minimo, se non a cancellare, le faccine dagli occhi vuoti dei piccoli venditori di accendini.

Roberta Lattuada

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