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Un chiarimento su simboli e strumentalizzazioni

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13 ottobre 2007

Caro Direttore,

evidentemente alla signora Angela è passata inosservata una riga specifica che ho scritto, anzi, una parte della riga.

Quindi ora la riporto: “io condanno sia chi li usa – anche se modificati, però questo nessuno lo ricorda tra chi punta il dito – in determinati modi, vedi il nazismo, sia chi si scaglia contro, vedi la signora Angela stessa ed altri perché per me non c’è nessuna differenza”

Mi sembra sia scritto abbastanza chiaramente che condanno l’uso strumentale fatto da alcune persone però non condanno né la tradizione né i simbolismi originali (di cui sono fiero) ed, essendo questi simboli e tradizioni travisati, rivisitati, creati ad arte etc… non capisco perché si debba, magari involontariamente o magari meno involontariamente, dire che delle culture portino simbolismi di morte, di lager e cose simili.
Comunque vorrei precisare che ho preso in prestito per degli esempi il suo nome (della signora Angela) solamente perché ha replicato lei, niente di più e niente di meno.
Per risolvere il problema alla base, cioè eliminare l’ignoranza che porta ad altro (dal mio punto di vista) – leggi il ragazzo con la famosa maglietta -, continuo a pensare che si potrebbero insegnare tutte le tradizioni antiche e moderne sia nelle scuole ma anche, ad esempio, istituire dei percorsi culturali.

Distinti saluti,
Luca O.

Luca O.

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