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Un futuro più coeso, si vota anche per questo il 15 maggio

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22 aprile 2011

Caro direttore,
per capire come mai Tremonti sia caduto in disgrazia nel centrodestra non bisogna guardare le sue battute destinate a Montezemolo o alla Marcegaglia, ma leggere ciò che scrive o dice, lontano ai microfoni, quando gli capita di dire delle vertità che colpiscono a morte certe ‘narrazioni’ demagogiche su cui si regge il consenso a questa maggiornanza.
Così nel “Documento di economia e finanza 2011” (Def) si legge che «Nel periodo 2005-2060, il flusso netto medio di immigrati previsto…è pari a 226mila unità (all’anno)». Questo è uno dei presupposti indispensabili per garantire quelle crescita che sola può permettere all’Italia di abbattere il suo enorme debito pubblico.
Lo spiega bene Livi Bacci studioso di demografia e senatore del PD: “siccome la popolazione in età attiva italiana è destinata a diminuire nei prossimi vent’anni, l’unica possibilità di contrastare questo declino è affidata all’immigrazione. Cioè al quarto di milione di immigrati all’anno previsto dal Def; e siccome questa cifra è al netto dei rientri, ciò significa un flusso annuo in entrata nel nostro paese di almeno 300mila persone”.
Lo conferma Tremonti durante un’audizione parlamentare sul Def: «i bambini non si fabbricano» ammette, lasciando intendere che si devono far venire da fuori, magari una volta arrivati all’età adulta.
Sgradevole verità, per chi tenta di accreditare l’idea che l’immigrazione è solo uno spiacevole incidente passeggero che oggi occorre sopportare ma magari, domani, no.
Il governo però si guarda bene dal dichiarare a voce alta ciò che scrive nei documenti: meglio nascondere la verità e continuare a coltivare la paura.
“L’inferno è una verita scoperta tardi” diceva Locke. Un afrase usata dagli ecologisti a proposito dell’ignoranza sui rischi per la natura, che possiamo adattare all’ignoranza sui rischi per la società.
Vedere il futuro con gli occhiali della demagogia invece che del realismo non è saggio. Se il nostro paese ha un bisogno strutturale di immigrazione è inutile insistere a ostacolarli, come ora avviene, con corti permessi di soggiorno, intralci ai rinnovi, percorsi ad ostacoli fatti di diffidenza e pregiudizi.
Questa politica produce un’immigrazione di corto periodo, senza radici, tenuta ai margini della società, fonte di insicurezza. Al contrario aiutare i migranti a radicarsi con politiche di accoglienza ben programmate produce più coesione sociale e più sicurezza. Questo non è buonismo, è solo fare ciò che è più vantaggioso per noi, per i migranti e per l’economia.
Sono questioni che riguardano la nostra vita quotidiana, nelle nostre città.
Anche su questo si vota il prossimo 15 maggio. Pensiamoci.

Saluti cordiali

Roberto Caielli – Consigliere Provinciale del PD

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