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Un giorno da sindaco

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31 agosto 2011

Sono un sindaco di un Comune di 1250 abitanti. Piccolo ma neanche tanto. Sono al secondo mandato amministrativo e in questi otto anni ho realizzato diverse cose utili e interessanti per il Comune e anche i vari servizi al cittadino sono migliorati parecchio, peccato non poter continuare su questa linea, ho tante idee e tanti progetti in mente, alcuni anche accolti positivamente dalla lista di opposizione, ma alla fine del secondo mandato, tra due anni, non potrò più ricandidarmi. Non capisco perchè parlamentari e presidenti di altri Enti pubblici possono rivestire la carica anche per tutta la vita e invece noi Sindaci di piccoli Comuni abbiamo il limite di due mandati. Misteri delle Istituzioni Politiche Italiane. In questi otto anni passati in Municipio sono riuscito a creare un ottimo rapporto di collaborazione con i dipendenti comunali e quindi, come ogni lunedì passo negli uffici per un saluto e per avere l’aggiornamento delle diverse questioni. Già perchè il lunedì è il giorno dedicato al Comune; al lavoro mi hanno fatto un po’ di storie ma alla fine è una cosa che è prevista dalla legge, il fatto di poter dedicare del tempo alle "attività istituzionali", si chiama aspettativa, mi sembra, ma io alla fine prendo la giornata di ferie, visto che ne ho tante e non uso mai. Passo dall’Ufficio Protocollo e l’impiegata, un po’ nervosa, mi confessa che non ce la fa a svolgere anche quel lavoro di supporto al collega della ragioneria, anche lui solo in ufficio, per  portarsi alla pari con le liquidazioni e con la sistemazione delle pratiche del personale; vorrebbe vedersi riconosciute, almeno formalmente, queste nuove incombenze. Io le spiego che purtroppo c’è il blocco delle progressioni orizzontali, delle progressioni verticali, c’è il blocco degli aumenti, il blocco della produttività, insomma il dipendente pubblico è incastonato nel suo ruolo come la statua di un Santo incastonata nella nicchia della Chiesa. Le chiedo di tenere duro ancora un po’  assicurandole che le professionalità che ha maturato non sono tempo perso e verranno sicuramente valutate non appena possibile, ma poi, mentre dico queste cose, mi rendo conto della baggianata. Poi vado all’ufficio tecnico e comincia il solito bollettino di guerra, buchi nelle strade, fognatura intasata, la siepe del cimitero che nessuno taglia, la lite tra vicini per un passo carrabile, la necessità di sistemare il pulmino della scuola perchè si è rotto. Il pulmino della scuola ? Ma come ? tra sette giorni iniziano le scuole. So di un mio collega vicino che in fase di emergenza ha caricato i ragazzi sulla sua macchina per quindici giorni perchè aveva problemi al pulmino, ma io non me la sento, e se poi succede qualcosa ? Ne parlerò al Segretario, abbiamo bisogno di fondi per sistemare con urgenza il pulmino scolastico. Ecco, vado dal Segretario. Spero ci sia, lavora a scavalco in altri cinque Comuni e quindi a volte riesco a vederlo solo per il tempo necessario a fare Giunta. No, per fortuna è in ufficio. Fortuna ? non so, dopo aver sentito quello che ha da dirmi mi viene da pensare che forse era meglio se non c’era. Ci vogliono tagliare i fondi e quindi quell’opera urgente che dovevamo fare l’anno prossimo non potremo più farla, l’incarico di collaborazione per sostituire una dipendente in maternità non potrà essere affidato e quindi dovrò andare a chiedere all’impiegata del protocollo se, oltre ad aiutare la ragioneria, potrà anche supportare in qualche modo l’anagrafe. E poi c’è da approvare il piano triennale della performance, delle assunzioni (ma non c’è il blocco ?), e poi quei contributi alle associazioni sportive non potranno essere dati perchè c’è il divieto delle sponsorizzazioni. Rinuncio a chiedergli soldi in più per il pulmino della scuola, troverò una soluzione. Me ne esco sconsolato e vado nel mio ufficio. La solita coda di persone che mi propongono l’ultimo libro realizzato, secondo loro interessante, l’ultimo dipinto che ritrae il  panorama, in maniera secondo loro unica, mi propongono arredi per ufficio o la nuova affrancatrice SCXXX5000, che può affrancare mille buste al minuto (magari questa farà piacere all’impiegata del protocollo). Mi è anche arrivato l’invito a partecipare alla manifestazione di protesta dell’ANCI a Milano; ci andrò anche se come al solito mi pagherò tutte le spese di trasferta, spero che mia moglie non venga a saperlo. E poi arriva lui, sempre lui, Mario che come al solito non ha i soldi per pagare la bolletta dell’Enel. cosa mi resta da fare ? apro il cassetto dove tengo i pochi soldi della mia  indennità mensile e gli consegno quanto gli serve, come tutti i mesi. Questa sera, in Giunta, tra una programmazione triennale e l’altra, chiederò di studiare qualcosa per aiutare i tanti soggetti che si trovano in difficoltà economiche, ma so già che mi verrà risposto picche. Esco e vado a fare un giro per le strade per verificare i problemi che mi ha elencato l’ufficio tecnico. Una volta essere Sindaco dava soddisfazione perchè quanto meno tutti ti riconoscevano e ti salutavano, approfittando magari per chiederti un aiuto o per segnalarti qualche situazione grave. Ora però il Governo ha detto che noi Sindaci dei Comuni rappresentiamo una notevole fonte di spreco di soldi pubblici e quindi oltre a tagliarci i fondi vogliono anche fondere tanti Comuni tra di loro e tanti ci credono a questa storia.
Io quindi mi vergogno un po’ a farmi vedere in giro. Spreco ? ma proprio loro, i nostri rappresentanti in Parlamento, parlano di sprechi quando godono di benefici e privilegi ormai fuori da ogni ragione d’essere ?? Forse è perchè noi Sindaci sappiamo veramente quello che serve al nostro Comune e a volte ci svincoliamo dalle logiche di partito che dall’alto ci vogliono imporre, forse è per questo che ci vogliono mettere in ginocchio, per renderci ricattabili. Vabbè, magari torno a casa e oggi pomeriggio per rilassarmi andrò a fare spese con mia moglie, anche se so che quando prenderò in mano l’ultimo libro best seller lei si trasformerà nel più rigido Segretario Comunale e mi dirà severa "non vorrai mica spendere tutti quei soldi per un libro ?". Per fortuna domani sono al lavoro e mi distrarrò un po’ da tutti questi problemi"
Massimo

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