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Un giudizio positivo sulla chiesa cattolica

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28 agosto 2011

Cara VareseNews,
io sono un cristiano davvero di poco conto, sia sul piano dottrinario che su quello pratico: mi sono sposato in chiesa ed i miei figli vanno a catechismo, tutto qua.
Mi dispiace però quando non di rado si attacca la Chiesa cattolica per dei presunti privilegi che sono tutti da dimostrare.
Secondo me è invece innanzitutto necessario distinguere tra la Chiesa cattolica sul territorio ed il Vaticano, istituzioni queste ultime certamente ben disgiunte, anche se il loro stretto legame nell’immaginario collettivo tende a farle confondere.

Il Vaticano è uno stato sovrano che ha un ruolo politico preciso ed importante: dà al pontefice ed al suo entourage gli strumenti per esercitare in maniera ordinata e concreta quell’influenza che da
sempre esercita, che piaccia o no, in Italia e nel mondo.
Il Risorgimento tentò in una qualche maniera di negare questa influenza, ma il papa senza trono faceva più danni che benefici, perché di fatto i cattolici venivano invitati a non partecipare alla
vita politica del Paese e quindi si comportavano per quello che erano, cioè uno stato nello stato. E’ dunque comprensibile che qualcuno voglia scagliarsi con veemenza contro questa anomalia tutta italiana, tuttavia quel mezzo chilometro quadrato di terra che è stato assegnato
al papa, e che anche a me fa storcere il naso, risolve un sacco di problemi perché la prima regola della politica è dare potere a chi ha influenza: far finta che il papa non conti nulla è semplicemente un assurdo politico, così come pensare che questa influenza politica non porti dei privilegi.

Il punto è casomai se questi privilegi ecclesiastici sono un bene per la nostra comunità italiana. Esistono i preti pedofili, probabilmente anche i cardinali ed i vescovi con il conto corrente in Svizzera, magari qualche sacerdote è anche mafioso, oppure razzista: tutte cose
queste che taluni personaggi hanno in comune con una ristretta minoranza di persone come tutti noi.

Quando diamo un giudizio sulla Chiesa cattolica dobbiamo invece secondo me distinguerla sia dallo stato Vaticano, sia dai singoli casi di sacerdoti e credenti malfattori, perché la chiesa delle parrocchie, degli oratori, quella dei dormitori e delle mense per i poveri, quella delle missioni, è un’istituzione benefica.
Fa tutto questo coi soldi del Vaticano? Non lo so, ma l’azione della chiesa non è fatta solo di soldi, la Chiesa cattolica ha i suoi limiti, ma è un bene comune, un bene per tutti.

Antonio di Biase

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