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Un mondo al crepuscolo, un mondo che inizia

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1 giugno 2011

Egregio direttore,
"Era un crepuscolo che poté sembrare un’alba", pare disse Umberto Saba (sbagliando) del grande poeta Dino Campana, questa la frase che mi è tornata alla mente osservando su La7 l’esito dei ballottaggi.
Politologi e Sociologi, intervistati sui giornali, visto il crollo verticale del pdl, parlano di berlusconismo al capolinea, ma anche la Lega Nord non ha riscosso il successo sperato.

Eppure il presidente del consiglio in carica si era battuto come un leone per questa tornata elettorale, monopolizzando in contemporanea tre diversi tg, promettendo condoni edilizi a Napoli, evidenziando a
più riprese come una vittoria elettorale del centrosinistra avrebbe portato i cosacchi a cavallo dal Don sino alle città italiane, ed anche la Lega Nord a Milano, parlando della futura "zingaropoli" di
Pisapia, aveva provato a mobilitare l’elettorato mediante quella potente tecnica di persuasione sociale nota come "il ricorso alla paura".

Non ha funzionato nulla ed il pdl, in particolare, è crollato.

Molto si scriverà nei prossimi giorni sulle motivazioni di questa debacle, ed anche io mi permetto di avanzare alcune ipotesi:

1) L’Italia negli ultimi anni, con la crisi economica, è cambiata profondamente, infatti se analizziamo la disoccupazione giovanile vediamo un fenomeno che ormai riguarda tutta la penisola, come pure la
sofferenza della piccola e media impresa riguarda ormai anche le provincie ricche del Nord, riducendosi così paradossalmente il divario nord-sud che aveva avuto in passato un ruolo determinante negli exploit leghisti.

2) L’azione attuata con "ammirabile" costanza dal Partito del Cemento in questi ultimi anni, Partito che dalla Maddalena sino alle città ed alle provincie del Nord, ha provveduto a devastare coste, disboscare boschi, cementificare parchi naturali, sventrare quartieri di città e cittadine, adducendo i più variegati pretesti – eccone un sintetico campionario: "rilanceremo l’economia", "così creiamo lavoro", "dopo questa grande manifestazione sportiva serviranno strutture ricettive per i turisti che arriveranno in gran numero", "servono i parcheggi", "stiamo spostando le zone verdi", "dobbiamo lottare contro gli
ambientalisti del no", "le piante secolari sono malate", "così miglioriamo la circolazione del traffico", e via andare con altre cretinate del genere – spesso profittando dei "grandi eventi" e di un falso mito del "progresso" (ossia che il "progresso" possa esserci soltanto riducendo la qualità di vita delle persone e a discapito della tutela dell’ambiente, idea balzana che trova da noi ancora un certo credito mentre in paesi avanzati come la Germania viene considerata un’assurdità).

Tale azione dissennata risulta ormai palese ai più, come pure l’inquinamento atmosferico, che ormai rappresenta una minaccia per la salute di molti italiani.

3) L’idea ormai presente nella testa di molta gente che lo sviluppo si muova su linee direttive ben diverse da quelle ipotizzate dalla dirigenza del pdl, e che quindi si debba evitare il "titanismo" delle
grandi opere (che, fanno notare alcuni economisti, in questa Italia difficilmente si riesce poi a terminare una volta iniziate, data la mancanza di fondi, e che inoltre provocano spesso piccole apocalissi
ambientali a fronte di un’utilità dubbia) e mirare invece, per produrre lavoro, alle tante "micro-opere" (come ad esempio ristrutturazioni di scuole e ospedali, cura del manto stradale,
miglioramento della tenuta dei ponti, etc, etc).

4) La perdita di appeal dell’icona dell’ imprenditore milanese anni"80 e "90, che, nell’immaginario di allora, solo contro tutti e partendo dal nulla, realizzava la propria fortuna. Molti giovani
italiani si son resi conto che, nell’Italia di oggi, partendo dal nulla non si arriva a nulla dato che le porte del successo professionale sono state in gran parte chiuse a doppia mandata da una casta di anziani privilegiati, composta da politici ma anche da professori, manager, giornalisti, banchieri e compagnia cantante, fatta delle medesime facce che occupano (o fanno occupare dai loro parenti e sodali) tutto l’occupabile e non lasciano alcuno spazio ad una nuova generazione di ricercatori, di aspiranti imprenditori, di scienziati, di intellettuali, di artisti, ai quali non resta che ridursi a fare lavori precari e a meditare nella propria stanzetta con stipendi da fame.

5) L’autoreferenzialità di una certa classe politica che mira a proteggersi, ed a costruire formule di alleanze e bizzarre alchimie mentre l’Italia sprofonda nel baratro.

6) Dulcis in fundo, la passione nucleare del nostro attuale premier che, anche dopo il disastro ambientale ed economico di Fukushima, sembra non sia venuta meno (resta nella Storia la sua intervista insieme al presidente francese in cui il suddetto dichiarava che, appena il popolo italiano si fosse dimenticato del Giappone, il suo governo avrebbe ripreso i progetti nucleari).

Ma niente sarebbe potuto accadere se tutte le istanze di cambiamento non fossero state rappresentate, nelle città più grandi e nelle cittadine, con dignità e determinazione da persone oneste intellettualmente e di buona volontà, indipendentemente dall’appartenenza politica.

Tutto questo credo abbia determinato la fine di un mondo, anche se ciò non significa che il berlusconismo sia evaporato tout-court, e che il pdl abbia esaurito il suo percorso storico.

La situazione è ancora in evoluzione, e questo è bene ricordarselo.

Perché la tentazione per i sindaci eletti per il centrosinistra potrebbe essere proprio quella di introiettare, una volta giunti nella "stanza dei bottoni", una vetusta "realpolitik" che li porterebbe ad
isolarsi e a non capire più i nuovi bisogni dei propri concittadini.

Carlo Dentali - Socialisti Gallarate

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