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Un vitalizio ai combattenti di Salò? No, non ignoriamo la storia

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8 gennaio 2009

Egregio direttore,

il PDL ha, recentemente, presentato alla Camera, una curiosa proposta di legge, contrassegnata dal numero 1360.
Con essa, la maggioranza di centrodestra, istituendo l’Ordine del Tricolore, sta tentando nuovamente di assegnare lo status di “combattente”, con tanto di assegno vitalizio” anche a coloro che aderirono a Salò, sia nelle 4 divisioni dell’esercito che nelle Brigate nere.
Questo tentativo, che per alcune forze politiche è perfettamente “coerente con la cultura di pace della nuova Italia”, va respinto con decisione perché, dal punto di vista costituzionale, non c’è alcun dubbio che ci sia stata continuità dello Stato anche dopo l’8 settembre e la caduta del fascismo.
In merito, esistono già svariate pronunce della Corte di cassazione secondo le quali i repubblichini erano nemici dello Stato italiano sovrano.
Non è certamente un caso il fatto che nessun Paese d’Europa si sia mai sognato di concedere riconoscimenti analoghi a quelli che si ha intenzione di concedere in Italia ai collaborazionisti del nazismo.
Solo in Italia, a quanto pare, pretendendo di equiparare chi ha combattuto per la democrazia e la libertà a chi, invece, ha combattuto per il totalitarismo, si pensa di ignorare la lezione della storia.

Fabrizio Mirabelli, Consigliere comunale PD

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