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Una nuova amicizia fondata sui valori

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4 giugno 2011

Egregi Signori,

vorrei dire alle persone che oggi l’amicizia è spesso finta, di facciata. C’è molto scetticismo a giro. Ma non è possibile che ci sia amicizia se non si hanno dei valori in comune, come ad esempio fanno i bambini da piccoli quando condividono qualcosa, non sono obbligati. Ugualmente l’amicizia tra adulti viene da sola quando ci diamo l’obbligo di rispettare valori fondamentali come la pace, l’uguaglianza, la speranza.

Io sono un padre separato. Non sono molto uguale agli altri, non ho molta pace e con fatica cerco di impararla la speranza. Dico ciò perché non ho gli stessi diritti di una madre, la mia compagna non ha gli stessi diritti di un’altra donna, ed i miei figli non hanno gli stessi diritti che hanno altri figli. Da ingenuo qual’ero ho capito bene quale fosse la falla dell’amicizia oggi quando ho visto molti amici e famigliari defilarsi, come avessero paura della mia condizione, come non volessero aver problemi col “sistema vigente”, lo stato delle cose. Io però non mi abbatto, e vado a testa alta nel mondo. E non smetterò mai di parlare e chiedere i miei, i nostri diritti. Siamo oramai decine di migliaia a chiederlo, e saremo sempre di più.

E non sono d’accordo con questo modo di fare. Non è così che si tiene in vita una società. Non è abbandonando chi soffre, chi è perseguitato o discriminato, che si contribuisce a migliorare il proprio mondo. Il mondo nel quale ogni giorno ci alziamo, lavoriamo, mangiamo, mandiamo a scuola i nostri figli. Pensateci.

Invito tutte le persone a ribellarsi al fatto che ancora oggi un padre venga discriminato. Invito le persone a schierarsi senza dubbi, a capire che questi uomini, le loro donne ed i loro figli vanno rispettati di più se anche noi si vuole essere rispettati.

Invito le persone a svegliarsi perché non c’è futuro se accettiamo che il nostro vicino possa essere spogliato di figli, proprietà, guadagni, libertà e sicurezze. Chi discrimina va fermato. Sta a noi, a voi, reagire, come sempre, perché è nel piccolo gesto di ognuno che si fonda il cambiamento migliore, più autentico e duraturo, più civile e pacifico.

Antonio

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