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Una precisazione sul concerto in chiesa

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14 gennaio 2010

Gentile direttore,
citata come ex Assessore alla Cultura del Comune di Casorate nella lettera "I laicisti e il «cappello» della Chiesa", aggiungo la mia voce alla questione, e lo faccio anche come insegnante e come madre di bambini partecipanti al concorso in oggetto.
E’ vero che il concorso di disegno è stato da me ideato quattro anni or sono, quando ero Assessore. Anzi, ad onor del vero, l’idea mi venne suggerita da una bravissima collaboratrice e operatrice culturale, che scommetto vorrà rimanere anonima, conoscendone la tempra.
E’ pur vero che nel tempo le modalità, le dinamiche, la logistica di un evento culturale possono subire modifiche per i più svariati motivi.
Ad esempio, non ricordo che fosse condizione necessaria alla partecipazione alla gara l’eseguire il disegno durante una lezione a scuola. So che le insegnanti di Casorate si sono sempre mostrate molto disponibili ad aiutare l’Assessorato alla Cultura (che quando era da me ricoperto, comprendeva anche quello alla Pubblica Istruzione) e agevolavano durante le ore curricolari lo svolgimento delle operazioni di disegno.
Riguardo alla premiazione, nel corso degli anni, si è pensato a soluzioni diverse: musiche, concomitanza con altri eventi, premi sono di volta in volta variati, a seconda delle circostanze.
Certamente era ed è per me principio fondamentale che l’attività dell’Amministrazione Comunale, che può e deve avvalersi della collaborazione di scuole, parrocchie, oratori e associazioni, NON si esaurisce nella sottoscrizione delle iniziative di queste ultime, nè nell’erogazione di contributi e patrocinii, nè nell’assimilizione delle sue attività con quelle già messe in campo da altri.
Insomma, ho sempre pensato che fosse importante rispettare gli ambiti e tracciare confini, non certo per dividere, ma per fare chiarezza e mettere in risalto ciò che lo merita.
Se il concorso è ancora indetto dall’Assessorato alla Cultura (istituzione), se è ancora rivolto agli studenti casoratesi (tutti, indistintamente), se la premiazione deve essere un momento di festa, anche a me pare inadeguato andare a ricevere il premio in Chiesa. Il concerto in onore del Santo Patrono, che è tradizionalmente offerto dall’Amministrazione Comunale, si tiene in Parrocchia perchè la ricorrenza è, appunto, religiosa, oltre che ottima l’acustica della chiesa per chi canta o suona.
Ma i bambini di Casorate sono tanti e diversi. Ci sono i musulmani, che escono dalle classi durante le ore di religione; ci sono gli ortodossi; i testimoni di Geova; ci sono gli atei; ci sono i tiepidi come me, che SCELGO per i miei figli di far loro frequentare l’ora di religione a scuola o il catechismo o il centro estivo dell’oratorio, ma che non gradisco che mi si comunichi che se voglio assistere alla fase conclusiva di una gara a cui i miei figli hanno partecipato (li ho autorizzati io a farlo, essendo attività comunale e scolastica), lo devo fare in Chiesa, il sabato sera, durante un concerto in onore del Santo Patrono.
Tutto è molto poco a misura di bambino, secondo me, compresi gli orari serali e il tipo di musica eseguita da almeno due dei cori previsti per la serata, al di là del coretto casoratese di voci bianche.
E francamente trovo intollerabile l’imposizione.
Rita Gaviraghi

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