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Una tassa tutta italiana

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16 settembre 2011

Caro direttore
Ho appena aperto il browser e, come consuetudine, ho visualizzato il vostro sito per una carrellata veloce sulle novità ….. mi è scappato l’occhio sulla notizia che la GdF a Malpensa ha identificato un numeroso stuolo di passeggeri con passaporto privo di bollo …… e non ho resistito alla tentazione di qualche commento sull’argomento.
Comincerò con il dire che trovo l’obbligo (tutto italiano) di bollare il passaporto una palese violazione della nostra Costituzione; il passaporto, a differenza di altri documenti che si configurano, di nome e di fatto, come delle concessioni dello Stato al Cittadino (licenze varie, porto d’armi,….); è un diritto del Cittadino sancito dalla Costituzione e non può essere rifiutato o soggetto a limitazioni salvo che si siano create condizioni particolari per le quali la Magistratura ha disposto la sospensione ed il ritiro del documento. Ma se è un diritto perché mai gli Italiani devono pagare un bollo e quindi una tassa?
Ho viaggiato parecchio e conosciuto molte persone di altre nazionalità, non mi è mai capitato di vedere bolli sui passaporti anche in quelle nazioni dove, purtroppo per loro, il passaporto è un privilegio e la libertà un miraggio; mi sarebbe suonato molto piu logico mantenere il bollo sulle patenti di guida (concessione dello stato ma, soprattutto, licenza di utilizzare automezzi e motocicli inquinanti e rumorosi per i quali lo Stato potrebbe pretendere un indennizzo).
Infine una considerazione pratica che suonerà familiare ai viaggiatori abituali; fino a qualche tempo fa, quando non era necessario grattare il fondo del barile, si era soliti bollare il passaporto senza però annullare la marca …. Se andava bene il bollo durava per un po’ di piu di un anno (e considerando i 40 euro e rotti necessari non era male); oggi si controlla a tappeto per far cassa e addio anche a questo piccolo espediente per cercare di dilazionare nel tempo una tassa che, non mi stancherò mai di sostenerlo, dovrebbe essere cancellata perché va a tassare un diritto e non una concessione.

Saluti

Luigi Roi

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