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Valganna: lasciateci respirare!

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13 ottobre 2007

Egregio Direttore, vorrei se possibile rispondere a Paolo Ricciardi:

Caro Ricciardi,

non me ne voglia per l’anonimato. Semplicemente viviamo in un paese dove chi detiene il potere pubblico (o privato) spesso lo usa male, scadendo talvolta in una moderna imitazione dello sceriffo di Nottingham. Viviamo in una provincia dove un assessore comunale ha la faccia tosta di richiamare un Vigile reo di averlo multato per aver parcheggiato in un posto riservato ai disabili. Voglio solo evitare di procurarmi un eventuale trattamento “particolare”. Tutto qui. Potrà forse pensare che dovrei assumermi le mie responsabilità, e forse ha ragione, ma non mi sento né un paladino né un “motociclista coraggio”, e pertanto preferisco la discrezione. Colgo l’occasione per ringraziare chi sta ospitando le mie considerazioni.

Il problema del servizio sulla Valganna, e mi auguro non me ne voglia neanche per questo, è che sentendo le “denunce” del Vostro servizio sembra di percorrere una strada che peggio non si può, una trappola mortale.

Secondo me non è affatto così: è una gradevole strada statale, extraurbana, che non presenta particolari problemi né punti pericolosi. Certo, qualche gradino si può sistemare, una rotonda magari farebbe bene, ma presentarla come un autentico disastro mi pare un tantino eccessivo. La strada non è illuminata, e ci sono delle curve non segnalate. Embè? E’ normale che le strade extraurbane non siano illuminate. Ha idea di quanti soldi occorrerebbe spendere per illuminare tutte le strade extraurbane del paese? E quanta energia sarebbe necessaria? Per non parlare dell’inquinamento luminoso, cosa che dovrebbe esservi cara data la presenza del parco, dell’osservatorio al Campo dei Fiori, degli animali . Animali che, ahimè, ogni tanto per strada vengono investiti. E’ normale anche questo, certamente dispiace, ma non mi sembra il caso di farne una tragedia. Accade in tutto il mondo, dalla Norvegia (sensibilissima ai temi ambientali) alla Nuova Zelanda (anch’essa sensibilissima). Così come è normale che non tutte le curve siano segnalate. Non c’è bisogno di mettere 20 cartelli luminosi per ogni curva: anche in questo caso, ha idea del costo, per esempio dei pannelli solari? Una volta trasformata la valle in un albero di Natale, pensa davvero di aver ottenuto un buon risultato? Non andiamo a lavorare la mattina per pagare segnaletica e pannelli solari inutili . Grazie a Dio abbiamo gli occhi per vedere, i fari su auto e moto, ed il cervello per elaborare tutte queste complicatissime informazioni e tradurle in movimenti di braccia e gambe. Non c’è bisogno di un cartello, preferibilmente luminoso, per ricordarci anche che dobbiamo respirare od allacciarci le scarpe. Questo modo di vedere le cose è controproducente, perché si induce la gente a spegnere il cervello quando è alla guida. E’ sempre colpa di qualcun altro o di qualcos’altro, che avrebbero dovuto ricordarci che in presenza di una curva occorre girare il volante anzichè schiantarsi contro ad un muro. A mio avviso oggi serve esattamente il contrario: che la gente si prenda un minimo di responsabilità di attenzione per quello che sta facendo. E’ buio e nonostante i fari non vede oltre una certa distanza? Che regoli la guida di conseguenza . Se poi ci sono punti particolarmente pericolosi sono d’accordo con la segnalazione, ma le curve della Valganna sono dolci ed ampie. In un paesello in Germania stanno addirittura sperimentando la totale rimozione della segnaletica (semafori inclusi), proprio per costringere la gente a prestare la massima attenzione mentre guida. La stessa Germania dove sulle autostrade senza limiti di velocità e con meno segnaletica delle nostre (provi un’autostrada tedesca di notte, altro che Valganna) muore meno gente che da noi. Chissà come mai. Forse perché non lasciano il cervello a casa quando guidano.

Veniamo ora al punto più dolente: i guard-rail. Non so da dove nasca la comune convinzione che guard-rail = sicurezza. I guard-rail servono per non finire giù da un dirupo, non per evitare di finire in un prato. Molto meglio il prato, per tutti. E meno spazio di manovra si lascia ai veicoli e peggio è. Perché si rimane incastrati, senza spazio dove rifugiarsi, intrappolati, e ci si schianta contro un muro d’acciaio o contro il cretino di turno che invade la nostra corsia, non contro un cuscino. Non le starò a ricordare la solita considerazione sui guard-rail ghigliottina per i motociclisti, dato che nel forum ha mostrato una certa sensibilità all’argomento. Le faccio però notare che forse anche un cespuglio od un albero sono meglio di un frontale, o di un ciclista schiacciato tra un camion ed il guard-rail stesso.

Lasciateci respirare per favore, occupatevi dei problemi seri, dei criminali veri. Invece che dovervi per forza inventare problemi quando non ci sono .

Se il simpatico Vigile del servizio non ha problemi più gravi da affrontare, che se ne stia tranquillo in paese o che pattugli il territorio, dato che ha la fortuna di prestare servizio in una ridente località immersa nel verde . Ne abbiamo già abbastanza di problemi seri, che proprio non sento il bisogno di inventarli.

E che ci lasci respirare anche chi piazza autovelox dappertutto. Da persona normale credo di avere il diritto (umano) di andare in giro tranquillo, senza dover essere costantemente videosorvegliato dal Grande Fratello (che, ovviamente, mi sorveglia per il mio bene): è una cosa abominevole, lesiva della dignità delle persone. Tant’è vero che lo Statuto dei lavoratori vieta la sorveglianza a distanza, proprio perché particolarmente degradante, umiliante, fastidiosa. Non per garantire ai lavoratori il diritto ad infrangere le regole. Come vi sentireste sapendo che dietro ogni angolo, nascosto nei posto più impensabili, vi può essere l’Occhio di qualcuno pronto a riprendervi, a sgridarvi, a multarvi, a punirvi al minimo sgarro? Il discorso del “chi rispetta i limiti non ha niente da temere” non mi sta bene, non più. Esigo che le persone vengano rispettate, in quanto tali. E sarà meglio che guardino cosa succede per strada anziché il tachimetro.

Cordiali saluti

lettera firmata

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