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Vanno bene le feste, ma non di fianco alle opere d’arte

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11 dicembre 2013

Forse non sono stata sufficientemente chiara, non sono stata capita: non sono contraria ai laboratori o alle feste di compleanno dei bambini realizzate a pagamento al Castello di Masnago, ma sono allibita che queste vengano effettuate nelle sale espositive, di fianco alle opere d’arte, in questo caso di Gottardo Ortelli, tele degli anni ’60 e ’70 di grande valore, senza protezione di vetro, nella mostra a cura degli Amici di Piero Chiara.

Inoltre devo precisare che ieri appena scoperto il fatto, ho chiamato telefonicamente e parlato sia con il Dirigente Area Cultura del Comune di Varese, dott. Campane, sia con l’Assessore Longhini, ed entrambi mi hanno risposto "… non ne so nulla, farò subito una lettera di richiamo a chi di dovere, stai tranquilla sistemerò tutto e queste cose non avverranno più …". Non si ricordano queste parole che mi hanno detto per tranquillizzarmi? Per quanto riguarda il punto in cui l’Assessore Longhini, nella sua risposta, dice "…. rivendichiamo il diritto di agire con modalità autonome nell’ottica di un’apertura totale e di ricerca di nuovi pubblici così come la modernità impone. ", preciso che un Museo aperto e flessibile implica il rispetto di un pacchetto normativo che garantisca alla struttura museale, sia di collezione permanente sia a quella delle esposizioni temporanee, nonché ai fruitori, con particolare riferimento ai minori, agli anziani e ai diversamente abili, una paritetica attenzione. Non si può non avere attenzione per tutti questi soggetti dando il giusto rilievo alle condizioni strutturali e logistiche esistenti; condizioni che in riferimento ad un contenitore storico quale è il Castello di Masnago, manifestano criticità affatto particolari e pertanto inducono all’applicazione di prudenti strategie fruitive.

Non sia mai che, oltre a danni accidentali alle opere di Gottardo Ortelli, contemporaneamente esposte, nei confronti dei quali forse lo stesso artista – pedagogo avrebbe sorriso con indulgenza, capitino danni alle persone e in particolare ai bambini.

Allestire dunque sale didattiche ad hoc è una necessità museale tanto più vincolante in realtà quali il Castello di Masnago. Presumo che le competenti autorità, i responsabili della struttura museale, possano far propria questa nostra preoccupazione.

In qualità di firmataria, quale Rappresentante Legale dell’Associazione Amici di Piero Chiara, delle polizze Assicurative stipulate con Toro Assicurazione, volute dagli Eredi di Ortelli e dai prestatori delle opere stesse, polizze basilari per realizzare la mostra, alla luce di quanto detto, ci sottraiamo da ogni responsabilità in merito ad eventuali danni, in quanto l’Assicurazione risponde solo per danni alle opere allestite in sale esclusivamente adibite all’esposizione e non in sale ove vengano realizzate altre attività.

Resto in attesa di una più meditata azione da parte del Museo. Questo in previsione a feste e laboratori, che so essere già prenotati e in programma e che non devono avvenire negli spazi della mostra Ortelli.

Questa lettera a mia firma Bambi Lazzati è in condivisione con Romano Oldrini, Presidente Amici di Piero Chiara, gli Eredi di Gottardo Ortelli, Assicurazione Toro, i curatori e collaboratori della mostra quali Claudio Cerritelli, Rolando Bellini, Luciano Caramel, Stefania Barile, Paolo Zanzi, Emilio Ghiggini, Tetsuro Shimizu. Inoltre ricordiamo che gli Amici di Piero Chiara hanno una responsabilità verso gli Sponsor di aver realizzato un prodotto professionale e di essere al corrente di come questo prodotto viene gestito dai responsabili dello spazio che lo ospita.

Bambi Lazzati - Amici di Piero Chiara

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