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Ven scià che t’al disi

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30 ottobre 2007

Caro Direttore,
la risposta del consigliere comunale Giulio Moroni al lettore che lo critica su Varesenews, a proposito delle opinioni da lui espresse riguardo all’Ippodromo, rappresenta a mio avviso un esempio luminoso di come i politici odierni – in particolare quelli di stirpe celtica -intendono il rapporto con la popolazione. A prescindere dal fatto che il lettore viene definito “grande” con tono chiaramente irridente (o presunto tale), dimenticando che non si tratta di un “avversario” ma di un cittadino contribuente, ciò che colpisce è il metodo scelto per proseguire la discussione. Dopo aver affermato che il signor Zocchi “non ha capito niente, ma proprio niente” del suo pensiero, il Moroni lo invita a telefonargli per ottenere “spiegazioni in merito”. Sbaglierò, ma a mio parere è il sig. Moroni a non aver capito bene che qualsiasi esternazione di natura amministrativa o politica resa pubblicamente da un consigliere comunale va chiarita o approfondita sempre a livello pubblico, non privato, se non altro perchè, guarda caso, Varesenews viene letta da migliaia di altre persone, che magari sono interessate a conoscere gli orientamenti dei propri amministratori. Se il sig. Moroni desidera precisare le proprie affermazioni, dunque, lo faccia su Varesenews, non con il metodo del “ven scià che t’al disi”.
Cordiali saluti

Paolo Cottini, Varese

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