Ricerca

» Invia una lettera

“Vendesi” a Malpensa

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Caricando...Caricando...

12 gennaio 2009

Egr. Direttore,
Cartelli “vendesi” nell’area di Malpensa.
Forse non costituisce notizia, ma è una notizia.
Nel territorio intorno a Malpensa si moltiplicano i cartelli “vendesi” di case, capannoni, altre unità immobiliari.
Si tratta di un segnale preoccupante della difficoltà in cui è caduto il nostro territorio.
Nell’ultimo ventennio, con inizio nell’era craxiana, si sono investite enormi risorse pubbliche per costruire Malpensa. L’idea era che queste risorse dovessero servire allo sviluppo, che data l’offerta dovesse seguire la domanda. Per aiutare questo processo si è esaltato in modo spropositato il ruolo dell’aeroporto. Esso è stato gonfiato dalla politica di cementificazione seguita da quasi tutti i Comuni. Questa politica ha dovuto sacrificare gli interessi dei lavoratori determinando una fortissima precarietà del lavoro e del territorio , trascurando deliberatamente ogni ipotesi di programmazione e di attenzione ai temi della qualità della vita e persino dei collegamenti ferroviari e stradali.
Questa politica di asservimento delle istituzioni pubbliche ha comportato enormi vantaggi privati e una bolla speculativa immobiliare.
Ora questa è letteralmente scoppita. Ma con essa c’è il rischio, anzi c’è già , un pesante impoverimento del nostro territorio.Lo testimonia lo stato di depressione delle attività conmnesse all’aeroporto
I danni finora sono posti, da parte del Governo che ha affossato il Piano Prodi, a carico dei contribuenti , che pagano per esempio il dissesto Alitalia , e dei lavoratori attraverso una ridiuzione dei posti di lavoro.
Ripercorrere una politica localistica, come fa la Lega e il Centrodestra ,( e con la sua supplenza, Penati del PD del Nord) riproduce un modello che è causa dell’attuale disaastro.
Risulta del tutto evidente che la classe dirigente del Centrodestra che ne è responsabile e che ha sparso promesse non realizzabili, ne sarà chiamata a rispondere.
I proclami nordisti si stanno rivelando già ora effimeri e soprattutto ingannevoli. Ingannevoli perchè nascondono una scelta di classe a favore dei ceti privilegiati e padronali assistiti con risorse pubbliche.
Occorre un impegno vero che ponga al centro gli interessi dei lavoratori e dunque quelli generali, individui i bisogni reali ( l’ambiente, le attività innovative, il recupero dei centri sorici, l’edilizia popolare secondo nuove concezioni ecc.) su cui innestare un nuovo sviluppo.
Un ceto poltico, piuttosto parassitario, ha fatto il suo tempo.Esso ha nomi e cognomi ben noti e ancora a capo delle principali istituzioni pubbliche varesine e lombarde, per non parlare dei posti di sottogoverno letteralmente occupati da uno stuolo di boiardi. Questo non significa che sia semplice che questo ceto si faccia da parte. Occorre un’iniziativa forte e convinta. Spetta ancora una volta ai lavoratori difendere gli interessi generali del nostro paese e dei lavoratori stessi, compresi i precari, mostrare con l’unità e la forza delle proposte che non è la speculazione che paga, neppure chi è stato beffato da ingannevoli promesse.
Che la crisi di Malpensa va affrontata come questione nazionale e come nodo centrale di un territorio che deve voltare pagina rispetto al parassitismo e alla speculazione, pena un dissesto economico sociale di vaste proporzioni.

Cordiali saluti

Elio Giacometti, Segretario Federazione P.d.C.I. Varese

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.