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Vetri rotti e uscite “di insicurezza”: ecco la palestra di via XXV Aprile

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13 novembre 2008

Caro direttore

penso che, per una volta tanto, il commento tecnico della partita di Promozione Maschile svolta nella palestra di via XXV Aprile di Varese tra Montello e San Vittore debba lasciare lo spazio ad altre considerazioni ben più importanti di quelle prettamente sportive.
Posso dire solo che ha vinto la “squadra con la maglia blu (il Montello)” ma non posso raccontarvi come abbia fatto a vincere perché sinceramente non lo so! Non lo so perché la mia mente ha “vagato altrove” (per le 2 ore della gara), pensando all’ambiente semplicemente pazzesco e vergognoso del luogo dove si svolgeva la partita stessa.
Mi spiego meglio: ieri per la prima volta in 26 anni di vita cestistica alla guida del G.S. Montello, mi sono VERGOGNATO DI ESSERE UNO SPORTIVO VARESINO. Sì, perché è pazzesco giocare in una palestra (che, attenzione bene, è l’unica del Comune di Varese omologata a pieno regime, benché sia la più vecchia come anno di costruzione e che pertanto dovrebbe essere il cosiddetto “fiore all’occhiello” della città capoluogo di provincia) ridotta in simili condizioni!
Ci sono almeno una decina di vetri rotti in 10 parti diverse della palestra. segno di una rottura non dovuta ad una singola pallonata (tra l’altro le vetrate sono protette da grata di ferro ed è chiaro che non puo’ essere stato il pallone a creare il danno) ma frutto di più episodi dannosi verificatosi in momenti diversi… e lì da sistemare da un bel po’ di tempo, come da informazioni assunte da persone che frequentano la XXV Aprile continuamente e da diversi mesi. Sono lì da tanto tempo che quasi nessuno ci fa più caso… quasi solo io li noto perché è la prima volta che vado quest’anno in quella palestra !!!

Ovviamente, causa i vetri rotti, fa un bel po’ di freddo e si sente entrare l’aria da tutte le parti: a non più di 50 centimetri dal terreno di gioco ci sono 2 secchi di plastica che raccolgono l’acqua che cade da un vecchio “ventilatore dell’impianto di riscaldamento”. La gente che entra in palestra deve quasi scavalcarli per andare verso lo spazio riservato al pubblico, stando ben attenta a non rovesciarli. Guardo l’uscita di sicurezza e vedo che non esiste neanche l’obbligatorio “maniglione antipanico”, che è sostituito da un “lucchetto a spranga di ferro”: davanti a questa uscita c’è addirittura la panchina dove siedono, durante la gara, i giocatori della squadra di casa.

Al tavolo da gioco la necessaria attrezzatura per la gara è costituita da vecchie palette di ferro (o plastica) semi-arruginite e quasi tutte una diverse dalle altre.
Osservo il numeroso pubblico entrare (circa una cinquantina di persone: a questo livello sportivo vuol dire un gran pubblico !!!) ed andare a sedersi in “traballanti e scassate” panchine in legno poste lungo il bordo del campo (a meno di un metro dalla linea di gioco), oppure sedersi su scassati “banchetti” di scuola o sedie mal ridotte. I più fortunati riescono a sedersi (in un angolo in fondo alla palestra) sui vecchi “scaloni di legno” che servivano una volta ad accedere alla vecchia tribuna di legno: una di queste strutture è messa per di più tutta di traverso e anche in senso opposto al campo da gioco… se si vuole vedere la partita e stare contemporaneamente seduti, bisogna farlo girando il collo su di un lato!
Sinceramente provo vergogna e disagio nei confronti di tante persone venute da Busto Arsizio, Malnate, Laveno o da Varese stessa: mi sembra di ospitarli in una palestra così conciata che neanche in Bulgaria (e spero non si offendano i cittadini bulgari) esisteva 30 anni fa!!!

Ripenso a tutte le telefonate fatte in settimana ed all’incontro avuto nel pomeriggio con il Presidente della F.I.P. di Varese Sig. Salvetti (che ringrazio sinceramente per lo sforzo che sta facendo, pur essendo del tutto incolpevole della situazione creatasi e che raccoglie quotidianamente i miei sfoghi) nel tentativo di sistemare, al meglio possibile, tutte e 11 le formazioni varesine che si sono trovate senza una palestra omologata dove poter svolgere le proprie partite: pensare che il “sogno proibito” di queste 11 società è quello di riuscire a giocare in questo “schifo di palestra” mi fa rabbrividire!!!
Da più parti mi viene detto: «Sei il solito rompiscatole… ti lamenti solo tu… stai zitto, altrimenti il Comune di Varese ci toglie anche queste palestre». Scusate, ma non ci riesco! Qua non si tratta di chiedere al Comune di Varese di costruire nuove palestre o le uscite di sicurezza, ma si tratta di chiedergli di provvedere almeno alla MANUTENZIONE ORDINARIA delle strutture e di chiedergli di poter giocare in un ambiente quantomeno dignitoso!!! Forse è anche colpa delle società sportive che continuano a “stare zitte” e ad accettare qualsiasi condizione… ora basta: è giusto e corretto pretendere almeno un minimo di decenza e di decoro nelle palestre di Varese!!! In fin dei conti investiamo tanti soldi e risorse che i nostri sponsor (o i nostri giocatori stessi) ci danno… non è giusto spenderli in così malo modo!!!

A fine gara tanta gente viene a stringermi la mano ed a farmi i complimenti per la bella vittoria ottenuta… li ringrazio e dico loro: «scusa per le orrende condizioni della palestra, mi dispiace ma non dipende da me!!!». Trovo in loro tanta solidarietà e comprensione, ma so benissimo che la Città di Varese, agli occhi di queste 50 persone (e chiedete direttamente a loro cosa ne pensano) ha fatto una figura veramente “barbina”!
E il sol pensiero di dover ospitare ancora (da qua alla fine dell’anno sportivo) altre 12 squadre provenienti da 12 paesi diversi della provincia di Varese… mi fa veramente rabbrividire e “vergognare di essere uno sportivo varesino”!!!
Andate a vedere le Palestre che hanno costruito a Busto Arsizio, Gazzada, Clivio, Besano, Vedano Olona, Gavirate (tanto per citare alcuni nomi a caso)…: anche lì hanno dovuto fare “i conti con i soldi che hanno e con la crisi che c’è” , ma hanno voluto credere ed investire nelle strutture sportive pubbliche… a Varese no!!! Si è investito tanto in un Mondiale di ciclismo (evento comunque straordinario e bellissimo), si sono costruiti alberghi nuovi o adattate strutture sportive (l’Ippodromo) in pochissimi mesi, ma se si tratta di costruire una palestra nuova bisogna aspettare anni (l’ultima è stata edificata più di 30 anni fa!).
Spero solo che questo mio sfogo serva a qualcosa e non solo a sentirmi dire «Vaga…sei il solito rompiscatole!»

Cordiali saluti

Renato Vagaggini

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