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Via Bettino Craxi? No grazie!

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5 gennaio 2010

Caro direttore,
durante le vacanze natalizie la sempre pimpante Letizia Moratti si è lanciata in un’affermazione impegnativa, forse sperando che gli italiani fossero troppo presi dal panettone per accorgersene: intitolare una via di Milano a Bettino Craxi. Una cosa inaccettabile, per un semplicissimo motivo: Craxi è morto in Tunisia da latitante, fuggendo così dai regolari procedimenti giudiziari che gli pendevano sul capo. Ognuno di noi può dare un’opinione diversa sull’operato dei due governi presieduti dal leader del PSI, piuttosto che sull’importanza del cosiddetto craxismo come fattore di rinnovamento nella politica italiana, e di conseguenza valutare l’epoca craxiana in un modo più o meno positivo. Io ad esempio ritengo positive certe sue scelte operate in quanto a politica estera, così come faccio fatica ad accettare altre sue decisione nel campo della politica interna (su tutti, una politica economica che ha portato ad uno spropositato aumento del debito pubblico e il cosiddetto decreto Berlusconi). Ciò da cui non si può prescindere, e che deve impedire la dedica di una strada a Craxi, è quanto affermavo poco sopra: è morto da latitante. Ha subito una condanna e, per non scontarla, si è rifugiato in Tunisia, ospite di un leader a lui caro. Questo non è assolutamente un valido motivo per paragonarlo ai Leonardo, ai Dante o semplicemente ai De Gasperi ai quali sono intitolati le nostre vie e le nostre piazze, perchè in tal modo si eleverebbe quasi ad eroe una persona che è fuggita dalle leggi di quello stesso Stato da lui governato. Lasciamo stare quei discorsi, anche qui dai mille risvolti differenti, secondo i quali Craxi sarebbe stato l’unico capro espiatorio di Tangentopoli, avendo pagato per tutti: il fatto inconfutabile è che è stato ripetutamente condannato per reati quali corruzione e finanziamento illecito, e non ha accettato di sottoporsi alle leggi, preferendo la fuga. A questo punto intitoliamo una strada anche a Cesare Battisti, un altro che per non scontare i suoi crimini ha preferito la via dell’estero.
Cordialmente

Marco Regazzoni

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