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Viabilità, lettera aperta al mio sindaco

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24 settembre 2011

Ciao Paola,
ho letto sul sito del Comune l’ultima delibera di giunta e ti confesso di essere rimasta letteralmente senza parole.
Mi risulta difficile cercare, anche questa volta, di non pensare male: ci siamo incontrati il 29 agosto, non è stato possibile discutere di nulla in quella sede (perchè la vostra riunione in Provincia era stata spostata dal 29 al 31 agosto per la manifestazione dei Sindaci a Milano contro la manovra finanziaria) e ci siamo lasciati, tra le altre cose, con l’impegno da parte vostra di invitarci a tutti i tavoli di confronto e di lavoro sul tema della viabilità che si sarebbero tenuti a livello comunale e provinciale. Da quella sera, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione né alcuna comunicazione, la conferenza dei servizi si è tenuta il 31 e nel tuo colloquio con Daniele hai chiesto per l’ennesima volta di pazientare in attesa di un incontro congiunto (noi, Comune e Provincia) per discutere una soluzione viabilistica che, in ottemperanza alla sentenza, potesse con minimi accorgimenti mettere tutti d’accordo, incontro che si sarebbe tenuto di lì a pochi giorni (10 massimo 15, da quanto ci ha riferito Daniele).
Di giorni ne sono passati una ventina, nessuna notizia da parte vostra, nessuna comunicazione, nessuna convocazione e poi troviamo sul sito del Comune la delibera di cui parlavo. Comprenderai il mio stupore, comprenderai anche che i tuoi Concittadini si sentono davvero presi in giro: come si fa a parlare di dialogo, di confronto, di volontà di collaborazione e poi intraprendere la via che state percorrendo?
Sono sicura che ci sarà una spiegazione, ma una volta tanto sarebbe il caso che le tue ragioni venissero esplicitate, perché noi, – che come dici tu – non siamo abituati alla politica, stentiamo a comprenderti e a giustificarti. Tu invece puoi immaginare lo stato d’animo in cui versiamo e puoi intuire quali pensieri possano attraversare la mente di semplici Cittadini che, ancora una volta, hanno prestato fede alle tue parole, hanno pazientato, hanno atteso di essere messi a parte delle decisioni e dei processi che le hanno generate e invece si sono ritrovati di fronte al fatto compiuto.
Io non sono avvezza alla vita politica e non lo sono nemmeno ai tecnicismi giuridico-amministrativi, però tra le righe della delibera intuisco che, da una parte, la giunta si difende dietro la mancanza di denaro adducendola come scusa per non attuare la sentenza e, dall’altra, propende per ricorrere in Consiglio di Stato. Non ti pare che le due affermazioni siano quanto meno contraddittorie? Sappiamo bene quanto può costare un ricorso al Consiglio di Stato (o forse lo sappiamo noi, che dobbiamo mettere mano ai nostri risparmi, e non lo sai tu, che puoi disporre del denaro della collettività…), probabilmente molto più di quanto possa costare l’attuazione della sentenza, [che ricordiamo non è scritta da Iolanda Ossola o da un Cittadino qualunque, ma è un dispositivo emesso da un Tribunale Amministrativo e in quanto tale immediatamente esecutiva, ma questo è un altro discorso…]
Una cosa vorrei fosse chiara: io non ce l’ho assolutamente con te, Paola Quinté, io sono invece adirata con il mio Sindaco, con i miei amministratori. Scindi il ruolo che ricopri dal fattore personale, sono due cose diverse. Se, al posto tuo, fosse stato chiunque altro, in qualità di Sindaco, a compiere ciò che tu hai compiuto, a dire ciò che tu hai affermato, a comportarsi come tu ti stai comportando, quel qualcuno avrebbe suscitato in me le stesse reazioni, gli stessi sentimenti e le stesse perplessità che hai suscitato e susciti tu. Quando ti difendi davanti ai Cittadini dicendo "ci conosciamo da una vita", secondo il mio modesto parere, tu confondi la tua vita privata e le tue relazioni con il tuo ruolo.
Io credo che un Sindaco non possa rifiutarsi di ascoltare e rispondere ai suoi Concittadini, non possa esimersi dal comunicare e informare tutto il paese di quanto l’amministrazione decide, rendendo note anche le ragioni, le cause e il fine che sono sottesi alle decisioni assunte. Solo la chiarezza e la trasparenza possono consentire di evitare i fraintendimenti e possono stimolare il confronto, il dialogo, la pluralità di visioni e di intuizioni. Dall’inizio di questa storia, in molte occasioni, i tuoi Concittadini hanno chiesto a te e agli altri amministratori delle spiegazioni e che cosa hanno ottenuto in cambio? In molti casi silenzio, un silenzio assordante; in altri casi delle risposte evasive; in altri ancora delle risposte poi rivelatesi errate, false, infondate.
La sperimentazione viabilistica è stata introdotta il 10 agosto 2010. Lo stupore è stato immediatamente seguito dalle domande. Qualcuno ti ha fermata per strada e ti ha chiesto che cosa stesse accadendo e tu – lo ricorderai, come se lo ricorda il tuo interlocutore di allora – hai risposto " in Provincia sono su a fare niente e qualche cosa si devono pur inventare". I primi contatti indiretti con la Provincia hanno da subito smentito le tue affermazioni.
Non ho voluto prestar fede alle voci, non è un modo di fare che mi appartiene, e ho chiesto di poter incontrare il mio Sindaco. Inizialmente era stato fissato un appuntamento per sabato 28 agosto, slittato poi (e cito testualmente la mail ricevuta dalla tua casella a firma di Cinzia: "per un impegno imprevisto Paola non può essere qui") a lunedì 30 agosto. Ricordi il nostro incontro? Dopo aver fatto anticamera, sono stata ricevuta, non senza mio stupore, insieme ad un’altra persona e siamo stati liquidati perché tu eri di fretta, se non ricordo male avevi un gazebo da recuperare. Alla richiesta di chiarimenti sulla situazione viabilistica hai risposto attribuendo ogni responsabilità alla Provincia e alla domanda esplicita su quale fosse il tuo parere in merito non hai fornito alcuna risposta.
I contatti con la Provincia miei e di altri Cittadini (per esempio gli scambi di e-mail con l’Ing. Damiano Bosio) hanno fin da subito smentito la versione comunale dei fatti e da quel momento in poi il vostro silenzio assordante, le vostre mezze verità, le vostre affermazioni infondate, il vostro rifiuto di dialogare e di confrontarci non hanno fatto altro che alimentare la diffidenza che i Cittadini hanno iniziato a nutrire nei vostri confronti… e come si possono biasimare?
La promessa dello scorso anno di un Consiglio Comunale aperto in cui i Cittadini potessero parlare è stata disattesa, la memoria depositata da alcuni Cittadini in Comune all’inizio di ottobre è stata completamente ignorata, le 2940 firme di Cittadini e utenti delle nostre strade sono passate sotto silenzio, il fatto che 606 Bardellesi maggiorenni (su 1210 aventi diritto al voto) avessero firmato la petizione vi ha lasciati completamente indifferenti (anche se il numero dei Cittadini che vi aveva a suo tempo eletto era stato addirittura inferiore, di poco, ma era stato inferiore…). Come se questo non bastasse, nessuno degli amministratori si è mai preso la briga di perdere mezz’ora del suo tempo per ascoltare le ragioni dei Cittadini che si lamentavano; vi era sufficiente passare oltre con indifferenza e superiorità, come se il malessere e il disagio di qualcuno non fosse affar vostro. Non c’erano orecchi disposti ad ascoltarci e così abbiamo scelto una forma di protesta pacifica ed efficace: le famose lenzuola. Non c’è stato nessuno di voi che si sia messo in ascolto, che si sia lasciato interrogare dalle ragioni di quella manifestazione e si sia sentito in dovere di dare spiegazioni.
Paola, sai che ci sono Concittadini che non riescono più a dormire di notte? Sai che ci sono bambini che non riescono a riposare nel pomeriggio? Sai che ci sono persone che hanno difficoltà a esercitare la loro libera professione entro le mura domestiche a causa delle vibrazioni? Sai che ci sono barattoli che cadono per terra dagli scaffali delle dispense ogni qual volta passa un mezzo pesante? Sai che ci sono ammalati che non si possono muovere dal loro letto o dalla loro carrozzina e, da un anno a questa parte, devono tenere le finestre chiuse per l’aria irrespirabile e il rumore insopportabile? Sai che ci sono studenti che hanno chiesto di essere ospitati da amici e parenti per poter preparare gli esami che hanno dovuto sostenere a giugno e luglio?
Abbiamo chiesto a te e agli altri amministratori di mostrarci gli studi e i rilievi che giustificavano la decisione da voi assunta e abbiamo scoperto che non ne esisteva alcuno a supportare il cambio della viabilità.
Avete poi promesso che uno studio sarebbe stato approntato e insieme avremmo lavorato sui suoi contenuti e quello studio, datato febbraio 2011, ci è giunto solo attraverso l’esame delle memorie documentali presentate al TAR. Paola, non credi di aver mancato al dovere di informare la popolazione?
Sappiamo bene che cosa è emerso dai dati di quello studio: il 19% di aumento del traffico su tutto il territorio comunale, l’aumento di gas inquinanti e polveri sottili con punte di oltre il 300% nella via a ridosso della scuola elementare. Non ritieni che i tuoi Concittadini abbiano il diritto di conoscere questi dati? Non credi che non si possano tenere nascoste verità così allarmanti? Quando ti sei resa conto che la nuova viabilità aveva di fatto peggiorato la qualità della vita dei tuoi Concittadini, non hai considerato a quali conseguenze stavi (e stai tuttora) esponendo la popolazione di Bardello? Fino a quando erano alcuni Cittadini a lamentare questi danni, vi siete trincerati dietro il silenzio e la negazione delle nostre affermazioni. Quando poi uno studio commissionato da voi ha confermato ciò che noi stavamo affermando da tempo, non era forse il caso di fermarsi a riflettere?
Il 19 maggio 2011 abbiamo organizzato un incontro pubblico. Nessuno dei Consiglieri di maggioranza si è nemmeno degnato di rispondere all’invito, tu invece ci hai fatto recapitare il 4 luglio una tua lettera datata 10 giugno in cui affermavi tra l’altro di non aver potuto partecipare per impegni precedentemente assunti: comprenderai che la sequenza temporale degli avvenimenti non può che confermare la sensazione di essere continuamente presi in giro.
Immaginerai quante persone abbiamo incontrato in quest’ultimo anno e quanti dibattiti abbiamo intrapreso. La vostra scelta viabilistica è stata universalmente riconosciuta come incomprensibile, infondata, inspiegabile (e mi limito a riportare l’aggettivazione più pacata); non c’è persona, più o meno addentro a questioni viabilistiche, più o meno vicina a Bardello, più o meno parte del mondo politico, che abbia giustificato la vostra decisione; eppure ciò non ci era sufficiente per indurvi a riflettere e a riconsiderare il vostro operato. Il nostro ordinamento prevede un’unica via percorribile (ovviamente restando nel limite della legalità) che è quella del ricorso al TAR. Immaginerai la fatica che è costata la raccolta di denaro, l’autotassazione, in un frangente storico-economico come quello attuale in cui sempre più spesso si fa fatica ad arrivare già alla terza settimana del mese (non alla quarta), eppure non potevamo lasciare nulla di intentato perché il danno provocato dalla vostra scelta non si può certo considerare un dettaglio, cui prima o poi si finisce per abituarsi. Compiuto lo sforzo, siamo giunti al 27 luglio con la pubblicazione di una sentenza assolutamente favorevole per noi, al di là di ogni migliore aspettativa. Anche il Giudice del Tribunale Amministrativo Regionale ha compreso le nostre ragioni, le ha sposate in pieno e ha decretato l’illegittimità di questa viabilità.
E’ una sentenza pesante, molti uomini impegnati in politica hanno affermato che, al posto vostro, non avrebbero avuto alcun dubbio e avrebbero immediatamente rassegnato le proprie dimissioni perché non un gruppo di Cittadini soltanto, ma addirittura un Tribunale Regionale aveva affermato l’inadeguatezza a governare, l’abuso di potere, la violazione da parte vostra di diritti costituzionali.
Le vostre determinazioni invece sono andate in tutt’altra direzione. Il 12 agosto 2011 durante il Consiglio Comunale avete affermato di aver affidato uno studio al Consorzio di attuabilità della sentenza, avete promesso che questo documento sarebbe stato pronto il 24 agosto e sarebbe stato reso pubblico. Il 24 agosto tutto tace. Ancora una volta, una vostra promessa viene disattesa e i Cittadini sono sempre più convinti di essere presi in giro e questa loro convinzione non fa che rafforzarsi di fronte alla vostra volontà di ricorrere in appello al Consiglio di Stato.
Sai perché parlano di presa in giro? Perché per te, per voi, decidere di ricorrere in appello significa decidere di deliberare l’utilizzo di una somma di denaro che non proviene dalle vostre tasche, e loro, i Cittadini, che hanno già pagato il ricorso al TAR due volte (una come ricorrenti e l’altra come contribuenti del Comune che ha pagato la propria difesa), pagheranno due volte anche il ricorso al Consiglio di Stato. Ma se il denaro per l’appello non fosse quello pubblico, avreste assunto la medesima decisione?
La delibera della Regione Lombardia del 29/07/2010 che approva il collegamento tra SP50 e SP1 riporta tra le altre cose anche il seguente capoverso:
"DATO ATTO che durante l’iter istruttorio sono pervenute [in atti regionali prot. T1.2010.10639 del 31.05.2010], ai sensi dell’art. 20, comma 3 del d.lgs. 152/2006, le osservazioni a firma dei Sigg.
Francesca Lecoq, Luca Montanarella, Maria Grazia Prandini, Maria Beatrice Prandini, Roberto Merli, Fernando Prandini, Rita Furiga residenti in Besozzo, e Marcello Papalia residente in Bardello; in esse si chiede l’esplicita garanzia che le previste opere di mitigazione ambientale del progetto [barriera fonoassorbente, mascherature arbustive] vengono realizzate e completate nella loro totalità contemporaneamente alla costruzione della strada e comunque prima che questa sia aperta al traffico". Non voglio commentare né cadere nel luogo comune che lamenta l’ineguaglianza di trattamento tra diversi Cittadini in spregio alla democrazia e ai suoi contenuti. Ti chiedo solo: perché nel caso del Cittadino Marcello Papalia sono state riconosciute e garantite le giuste e legittime precauzioni e salvaguardie dei diritti, mentre nel nostro caso tutto ciò non si è verificato e viene tutt’ora negato?
Mi permetto di ricordare un paio di capoversi del discorso che tu hai pronunciato due anni fa, in occasione del tuo giuramento:
"[…] Ho sempre amato il mio paese, Bardello, come qualcosa che mi è caro, che mi ha dato molto. Ed ora tocca a me restituire almeno un poco di quanto ho ricevuto.
[…] Voglio assicurare che sarò il Sindaco di tutti i cittadini di Bardello, perché questa sera non ho giurato per me stessa, ma nel nome dei principali valori che tutti uniscono e che si concretizzano nel bene del nostro paese e nel rispetto della libertà e della democrazia. […]".
Essere il "Sindaco di tutti i cittadini" significa forse non tenere in alcun conto il pensiero dei propri Concittadini?
I "valori che tutti uniscono" non dovrebbero comprendere anche la tutela dei cittadini, della loro qualità di vita, della loro serenità? Non dovrebbero comprendere la trasparenza nelle comunicazioni, la ricerca della sicurezza per i più deboli, lo sforzo per migliorare la qualità dell’aria?
Il "rispetto della democrazia" mi pare che non si possa facilmente conciliare con l’atteggiamento di chi ignora i disagi dei propri Concittadini.
Il "rispetto della democrazia" certamente non è rappresentato in una situazione in cui le decisioni vengono assunte da alcuni (una o due persone) senza nemmeno interpellare tutti i Consiglieri Comunali, ma mettendoli di fronte al fatto compiuto: ci sono Consiglieri Comunali che hanno saputo della sperimentazione il 10 agosto 2010, per loro spontanea ammissione.
Se è vero, come io credo, che le parole hanno un senso e che le promesse sono impegni da mantenere, è inaccettabile che certe cose accadano, che le rassicurazioni verbali non abbiano seguito, che le promesse di dialogo e confronto non vengano mantenute, che le risposte siano evasive e spesso mendaci.
Come recitava uno dei tanti striscioni, "noi li abbiamo eletti e loro ci hanno traditi" e, Paola, continuate a tradirci ogni volta che attribuite la responsabilità degli eventi ad altri e non a voi stessi. Come possono i tuoi Concittadini continuare ad avere fiducia in un’Amministrazione che mente sapendo di mentire?
Un articolo comparso sulla Prealpina il 28 ottobre 2010 afferma, tra l’altro:
"[…] Le scelte amministrative non sono irreversibili: ammettere un errore, spiegandone la causa a chi lo chiede, non è solo tratto di buon senso. Ma esercizio di democrazia." (m.v.)
Ecco, sarebbe secondo me sufficiente che tu ti fermassi un istante, facessi silenzio attorno e dentro di te e provassi a immaginarti dall’altra parte, a indossare i nostri panni, ad abitare le nostre case, a dormire nei nostri letti, ad avere i nostri figli che frequentano la scuola elementare… non dirmi che quest’esercizio non ti farebbe sorgere qualche interrogativo…
Mi permetto infine di ricordarti che "amministrare" deriva dal latino administrare, derivato di minister col prefisso ad- "agire da ministro". Minister in latino significa "servitore" e deriva da minus che significa "meno". Il Devoto Oli alla voce "amministrare" scrive: "riferito a enti, funzioni o attività singole o di gruppo, curarne, sorvegliarne l’andamento sì da garantirne l’efficienza e il rendimento e poterne render conto".
Nella speranza che le mie parole possano risvegliare la tua attenzione, il tuo senso del dovere, il rispetto dei tuoi Concittadini e tutti i tuoi doveri in qualità di Sindaco, ti ringrazio per l’attenzione e ti saluto cordialmente,

Iolanda Ossola

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